mercoledì 16 dicembre 2009

Come sotto...

Giustappunto quel che dicevo nel mio precedente post...avete presente, no? Quello in cui vaneggiavo che FORSE è il caso di guardarsi un po' in casa propria prima di accusare qualunque cosa si muova fuori dalle proprie mura di "avvelenare il clima politico in Italia"...sì, proprio quello. Ecco, espresso dalle parole di un certo Travaglio Marco, professione giornalista, ciò che volevo dire:

Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando.
Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come
dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci
anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.
Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunettaper dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare
falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti?
Quel diavolo diPeter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un
corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.

Al di là dell'ironia, non mi sembra che di carne sul fuoco del presunto "avvelenamento" e/o del "clima d'odio" ce ne sia poca dalle parti di San Silvio Martire. A voi i giudizi.

lunedì 14 dicembre 2009

Le sorprese del clima politico

Succede una sera di autunno che una persona giudicata psicolabile, uno in cura da tempo (sempre a sentire le voci giornalistiche che si rincorrono) presso centri di igiene mentale, decide di lanciare una di quelle statuette kitsch che rappresentano i monumenti italiani (nello specifico un Duomo di Milano) addosso ad una delle più controverse figure politiche che il panorama italiano abbia mai conosciuto nei circa 150 di Unità d'Italia.
Il presidente Silvio Berlusconi entra così ferito in macchina, riuscendone poi dopo pochi minuti per rassicurare le folle intervenute ad un suo comizio. E il primo pensiero che mi viene è dell'inizio della fine: che sia il gesto definitivo, quello che darà finalmente il titolo di "martire" al presidentissimo?
L'aveva rischiato con il treppiede di Piazza Navona, e ancora prima con il "buffone!" urlato in tribunale da un ragazzo qualunque. Stavolta, con il clima politico arroventato che c'è in Italia, potrebbe essere la volta buona.

Intendiamoci per bene: la violenza, in qualunque forma si esprima, anche con un "innocuo" (nel senso di "non letale") lancio di oggetti, è SBAGLIATA e DEPRECABILE. Non è solo un fatto di sconvenienza politica e/o sociale, una di quelle cose che facendo parte del "politically correct" non si possono fare per non sfigurare, la violenza è sbagliata perchè non è degna di un paese maturo e democratico.
Che sia sbagliata anche la martirizzazione della vittima? Che sia sciocco cavalcare l'onda della condanna per attaccare l'opposizione parlamentare e non? Questo proprio non saprei dirlo, soprattutto perchè è un atteggiamento così radicato nel comportamento politico degli Italiani che ormai lo consideriamo praticamente normale: anzi, ci stupiamo quando vengono pronunciate parole di distensione in casi come questi!

Solo che sento parlare di "clima avvelenato", di "colpevole radicalizzazione dello scontro politico"...e detto da una parte politica il cui leader ha etichettato come "coglioni" gli oppositori non è proprio segno di gran coerenza, quanto meno.
Sembra un po' strano, ecco tutto, sentire chi in più di un'occasione ha contribuito ad avvelenare l'aria addormentata d'Italia, talvolta anche facendo finta che non ci fossero prassi democratiche in ballo, accusare l'opposizione di aver creato i presupposti per questo "attentato terroristico" (così lo ha chiamato Bossi).

Direi che forse è il caso di darci tutti una calmata e guardare ognuno in casa nostra: sono sicuro che pensando fuori dalle sovrastrutture dell'appartenenza politica, qualche sorpresa l'avremmo tutti.

giovedì 5 novembre 2009

Appello sentito

Proverò a lanciare un piccolo appello con le parole di qualcun'altro:

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia
di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l' unica cosa sicura
è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto,
al teatro alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un' antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi
il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all' amore
il resto è niente.

Da parte mia e di Giorgio è tutto...buona giornata.

giovedì 30 luglio 2009

Logiche di mercato

Veniamo allo scoperto: lavoro in un'azienda che ha appaltata un importante contratto con lo Stato Italiano. Inutile specificare visto che non cambierebbe nulla nel merito della questione che voglio presentare. Ma tant'è...
Il punto focale è che questa azienda, come molte altre aziende aeronautiche site nella capitale, ha la sua sede di operazioni presso l'aeroporto di Roma Ciampino, gestito (nella sua parte civile) da Aeroporti di Roma.
Fino ad oggi i nostri hangar sono stati parte integrante dell'area "doganale", ovvero tutta quella zona il cui accesso è sottoposto ai controlli della Guardia di Finanza, ma da qualche tempo a questa parte si è più volte vociferato di uno spostamento del varco doganale qualche centinaia di metri più a sud della nostra posizione, ponendoci in zona "non sterile". E via con i lavori, le modifiche, le misure di sicurezza da applicare alle finestre ed alle porte degli edifici, perché "quando la sbarra sarà spostata, qui potranno accedere tutti", eccetera, eccetera...
Poi la sorpresa: nella nostra area verranno fatti nuovi parcheggi per cui si pagherà. Tutti, passeggeri e dipendenti aeroportuali, lavoratori di aziende che, in un modo o nell'altro, fanno sì che Ciampino viva e funzioni a dovere, aziende che pagano i vari dazi aeroportuali (per i parcheggi dei velivoli, per l'occupazione degli hangar, per i servizi operativi, ecc., ecc., ecc.).

Ma Aeroporti di Roma ci è venuta incontro, scegliendo un tipo di pagamento diverso per i dipendenti: 260 euro annue più iva...che andrebbero a sottrarsi a stipendi già di per sè esigui, ma certo questa non è colpa di ADR.
Le società cercano di venire incontro ai dipendenti, chi in modo più chiaro chi meno, magari proponendo pagamenti "alla romana" ai dipendenti; il tutto non è proprio ottimale, si poteva fare di meglio facendo valere qualche diritto (per una volta che aziende e dipendenti vogano nella stessa corsia), certo, ma forse è sicuramente meglio di un calcio in bocca...ma anche questa non è colpa di ADR.

La colpa di ADR è quella di speculare schifosamente sulla vita lavorativa dei lavoratori, ponendo un assurdo balzello in una zona dove non esistono VERE alternative di parcheggio, dove i collegamenti sono scarsi e mal temporizzati, in un aeroporto dove esistono già parcheggi a pagamento che sono perlopiù vuoti durante TUTTO L'ANNO (e non mi stupisce, visto il costo di 3€ l'ora...).
E' evidente che non si tratta di nuovi parcheggi necessari, quindi, ma di sola speculazione, di tassa sui lavoratori, un po' come l'euro per "acquistare" i carrelli portabagagli a Fiumicino...

La vergogna non è più di casa, ormai. Imparassero a lavorare seriamente, questi signori, e magari arriveremo finalmente a qualcosa di simile ad un aeroporto vero a Roma...

venerdì 10 aprile 2009

Un minuto per riflettere...



Nicola Bianchi nato il 8/08/1986, Giovanni Biasini nato nel 1946, Elisabetta Biondi nata il 19/7/1936, Mirandolina Bobu Darinca nata il 29/09/1973, Anna Bernardina Bonanni nata il 16/11/1936, Daniela Bortoletti nata il 9/1/1987, Sara Bronico nata il 6/7/1997, Giulio Brunelli nato il 10/1/1937, Bruno Filippo Maria nata il 10/11/1992, Berardino Bruno nato il 23/04/1982, Luisa Brusco nata il 28/2/1913, Angela Calvi Bolognese nata il 4/05/1976, Maria Calvisi nata il 31/5/1926, Massimo Calvitti nato l'8/6/1959, Antonika Canu nata il 27/1/1931, Iolanda Capasso nata il 15/2/1963, Luciana Pia Capuano nata il 25/7/1989, Lidia Carletto nata il 30/1/1933, Anna Maria Carli nata il 18/1/1944, Augusto Carli nato il 3/1/1931, Giulia Carnevale nata il 10/7/1986, Claudia Carosi nata il 25/5/1979, Giovannino Carpente nato l'1/01/1953, Luigi Cellini nato il 17/11/1993, Ludovica Centi nata il 28/09/2008, Antonio Centi nato il 21/06/1947, Rocco Centi Pizzutilli, Davide Centofanti nato il 12/9/1989, Teresa Cepparulo nata l'8/5/1948.

Francesca Cervo nata il 6/8/1945, Marija Chernova nata il 7/01/2001, Achille Chiarelli nato il 17/7/1934, Katia Cialone il 9/06/1975, Elvezia Ciancarella nata il 13/12/1958, Adalgisa Cicchetti nata l'8/05/1932, Anna Cimini nata il 27/4/1928, Concetta Cimorroni nata il 28/11/1945, Lorenzo Cini' nato l'1/6/1986, Matteo Cinque nato il 5/8/1999, Davide Cinque nato il 22/10/1997, Elena Ciocca nata il 3/10/1919, Loris Ciolfi, Danilo Ciolli nato il 25/10/1983, Chiarina Cirella nata il 16/4/1921, Dario Ciuffini nato il 16/4/1983, Nadia Ciuffini nata il 21/9/1952, Fernanda Ciuffoletti nata il 9/3/1919, Anna Cocco nata il 15/8/1928, Ada Emma Colaianni nata l'11/12/1926, Antonina Colaianni nata il 30/9/1926, Daniele Colaianni nato nel 1933, Elisa Colaianni nata il 10/10/1933, Giovanni Compagni nato l'11/03/1982, Alessandra Cora nata l'8/01/1986.

Rocco Corridore nato il 5/4/1946, Giovanni Cosenza nato il 20/12/1926, Luigia Costantini nata il 7/1/1932, Armando Cristiani di 24 anni, Angela Antonia Cruciano nata il 13/6/1987, Andrea Cupillari nato il 11/1/197, Alice Dal Brollo nata il 24/12/1988, Giovanna Damiani nata il 4/4/1923, Osvaldo D'amore nato il 22/5/1951, Vinicio D'Andrea nato il 14/6/1926, Giannina D'Antonio di 60/70 anni, Lisa De Angelis nata il 3/2/1939, Jenny De Angelis nata il 18/3/1983, Fabio De Felice nato il 9/8/1987, Antonio De Felice nato il 14/1/1966, Alexandro De Felice nato il 30/1/2005, Lorenzo De Felice nato il 14/1/2006, Luigi De Iulis nato il 5/2/1927, Cursina Roberta De La Cruz nata il 4/2/1952.

Maria Giuseppa De Nuntiis nata l'1/1/1925, Anna Maria De Paolis nata il 17/4/1949, Angelina De Santis nata il 20/4/1927, Panfilo De Vecchis nato il 25/10/1922, Sara De Vecchis nata l'1/2/1987, Pasquale De Vecchis nato il 12/12/1938, Maria Laura Del Beato nata l' 8/3/1933, Marisa Del Beato nata il 4/7/1935, Serafina Deli nata il 18/11/1925, Lorenzo Della Loggia nato il 2/12/1983, Alfredo D'Ercole nato il 17/5/1942, Simona D'Ercole nata il 23/5/1979, Giuliana Di Battista nata il 4/3/1932, Luca Di Cesare 50 anni, Rosina Di Filippo nata il 26/2/1924, Maria Di Giacobbe nata l'1/11/1947, Stefania Di Marco nata il 12/2/1952, Paolo Di Marco nato il 30/3/1987, Alessio Di Pasquale nato il 14/10/1988, Alessia Di Pasquale nata il 10/8/1986, Gabriele Di Silvestre nato il 10/8/1989, Alessio Di Simone nato il 13/9/1984, Domeica Di Stefano nata il 23/1/1943.

Odolinda Di Stefano nata il 5/7/1937, Caterina Di Vincenzo tra 55/65 anni, Assunta D'Ignazio nata l' 11/11/1937, Corrado Dottore nato il 3/04/1963, Boshti El Sajet nato il 9/12/2005, Liliana Elleboro nata il 17/2/1933, Adriana Enesoiu nata l'11/05/1961, Andrea Esposito nato il 12/4/2006, Francesco Maria Esposito nato il 16/2/1985, Domenica Fabi nata il 12/2/1934, Delia Solidea Ferella nata il 5/5/1928, Filippo Ferrauto nato il 19/4/1932, Claudio Fioravanti nato il 28/3/1943, Liliana Fiorentini nata il 12/07/1931, Elpidio Fiorenza nato il 26/10/1983, Rosalba Franco, Mauran Frati' nata il 13/1/1997, Wilma Gasperini nata il 29/8/1926, Giuseppina Germinelli del 2002, Chiara Germinelli del 1998, Micaela Germinelli nata il 16/8/1995, Rosa Germinelli nata il 29/3/1992, Costantin Ghiroceanu Laurentiu nato il 19/12/1968, Antonio Iavan Ghiroceanu nato il 12/11/2008, Aurelio Giallonardo nato il 16/6/1930, Salvatore Giannangeli nato il 25/9/1934, Vincenzo Giannangeli nato il 9/10/1973, Riccardo Giannangeli nato il 13/05/1977, PIervincenzo Gioia nato il 7/06/1963.

Luigi Giugno nato l'1/8/1974, Francesco Giugno nato il 20/9/2007, Armando Giustiniani nato il 30/4/1916, Kristina o Marina Grec di 3-5 anni, Alberto Guercioni nato il 16/8/1973, Demal Hasani nato il 15/12/1967, Refik Hasani nato l'1/05/1965, Hamade Husein nato il 28/7/1987, Franca Ianni nata il 17/3/1948, Michele Iavagnilio nato il 20/9/1983, Maria Incoronata Iberis nata il 2/4/1927, Pierina Innocenzi nata il 3/9/1952, Carmelina Iovine nata il 15/12/1986, Giuseppe Italia nato il 2/8/1963, Vassilis Koufolias nato l'8/9/1981.

Ivana Lannutti nata il 3/7/1986, Maria Leonetti nata il 21/3/1928, Vezio Liberati nato il 12/6/1946, Vincenzo Liberati nato il 6/11/1941, Giovanna Lippi nata l'1/1/1955 , Giuseppe Lippi nato il 3/12/1918, Pasqualina Lisi nata il 3/3/1950, Laura Longhi nata il 10/5/1935, Lidia Lopardi nata il 18/3/1917, Luca Lunari nato il 15/3/1989, Ada Magno nata il 5/10/1916, Francesca Marchione nata l'8/8/1984, Elide Marcotullio nata l'11/2/1939, Maria Marcotullio nata il 6/11/1939, Bruno Marcotullio nato il 13/5/1942, Carmine Marotta nato il 13/1/1962. Maria Gilda Marrone nata il 24/7/1920, Lina Loretta Marrone nata il 15/4/1927, Maria Fina Marrone nata il 29/10/1923, Giuseppe Marzolo nato l'11/4/1976, Patrizia Massimino nata il 19/8/1954, Luana Mastracci nata il 5/12/1961, Luisa Mastropietro nata il 16/1/1935.

Anna Mazzarella 6/9/1929, Valeria Mazzeschi nata il 23/9/1924 , Giuseppe Miconi nato il 19/3/1920, Roberto Migliarini nato il 6/12/1966, Maria Civita Mignano nata il 20/8/1984, Francesca Milani nata il 10/1/2000, Erminia Monti Vicentini nata l'11/11/1945, Federica Moscardelli nata il 19/4/1984, Silviu Daniel Muntean nato il 22/11/2002, Liberio Muzi nato il 26/4/1920, Lucilla Muzi nata il 13/12/1961, Cesira Pietrina Nardis nata il 3/4/1934, Maurizio Natale nato il 7/12/1987, Vincenzi Negrini nata il 25/2/1929, Ondrey Nouzovsky nato il 25/5/1991, Francesca Olivieri nata il 3/8/1986, Francesco Olivieri nato il 19/2/1951, Valentina Orlandi Argenis nata l'1/1/1986.

Valbona Osmani nata il 13/4/1996, Arianna Pacini nata il 30/7/1982, Anna Palumbo nata il 9/6/1947, Maria Gabriella Paolucci nata il 3/3/1959, Arturo Papola nato il 9/5/1942, Elena Papola nata il 24/2/1935, Maria Paola Parisse nata il 10/5/1993, Domenico jr Parisse nato il 7/8/1991, Domenico Parisse sr nato il 31/10/1934. Anna Parobok nata il 25/7/1990, Fabiana Andrea Passamonti nata il 6/7/1970 , Sonia Pastorelli nata il 18/7/1964, Aleandro Pastorelli nato il 19/7/1921, Sara Persichetti nata il 2/1/1986, Tommaso Pezzopane nato il 5/2/1928, Iole Pezzopane nata il 13/6/1918, Susanna M. Celeste Pezzopane nata il 4/10/1983, Bendetta Pezzopane nata il 16/8/1982.

Ilaria Placentino nata il 10/11/1989, Paola Puglisi nata il 18/12/1940, Andrea Puliti di 30-40 anni, Ilaria Rambaldi nata il 24/1/1984, Rossella Ranalletta nata il 22/10/1984, Oreste Ranieri nato il 24/04/1932, Carmen Romano nata il 24/05/1988, Giustino Romano nato il 6/9/1984, Elvio Romano nato il 31/8/1984, Maurizio Rocco Romualdo nato il 6/10/1920, Antonina Rosa nata il 7/12/1925, Michela Rossi nata il 27/4/1971, Valentina Rossi nata il 22/4/1975, Silvana Rotellini nata l'11/19/1933, Annamaria Russo nata il 24/1/1970, Serenella Sabatini nata il 7/9/1960, Martina Salcuni nata il 31/3/1988, Antonio Salvatore nato il 10/2/1931, Anna Santilli nata il 9/7/1934, Marco Santosuosso nato il 5/9/1988.

Edvige Sbroglia di 45-50 anni, Maria Santa Scimia nata il 12/1/1935, Serena Scipione nata il 5/5/1984, Lorenzo Sebastiani nato il 28/9/1988, Maria Grazia Semperlotti nata il 17/9/1965, Ernesto Sferra nato il 26/10/1925, Emidio Sidoni nato l'8/1/1922, Emanuele Sidoni nato il 10/06/1948, Vittoria Silvestrone nata il 20/11/1917, Francesco Smargiassi nato il 26/2/1944, Flavia Spagnoli nata il 4/4/1989, Sandro Spagnoli nato il 25/12/1957, Assunta Spagnoli nata il 4/2/1949, Claudia Spaziani nata nel 1963 , Aurora Sponta nata il 25/2/1936, Michele Strazzella nato il 22/1/1981, Suor Lucia Rosina Ricci nata il 3/11/1926, Vittorio Tagliente nato il 11/7/1983.

Marino Tamburro nato il 18/12/1930, Giuliana Tamburro nata il 9/01/1963, Enza Terzini nata il 2/2/1988, Ivana Testa nata il 6/10/1930, Evandro Testa nato il 7/6/1913, Noemi Tiberio nata il 2/2/1975, Paola Tomei nata il 28/5/1960, Raffaele Troiani nato il 19/1/1975, Giuliana Turco di 55-65 anni, Maria Urbano nata il 23/3/1989, Mario Valente nato il 26/3/1926, Matteo Vannucci nato il 21/6/1986, Vittoria Vasarelli nata l'1/1/1924, Giuseppina Vasarelli nata il 2/9/1929, Paolo Verzilli nato l'11/4/1982, Daniela Visione nata il 20/3/1966, Fabrizia Vittorini, Armedio Zaccagno nato il 7/9/1923, Sergio Zaninotto nato il 4/9/1940, Roberta Zavarella nata il 23/12/1983, Marta Zelena nata il 15/7/1992, Guido Zingari nato il 17/1/1949, Giuseppina Zugaro nata il 17/6/1956.

(foto Repubblica.it)

mercoledì 8 aprile 2009

L'assuefazione allo show

Non ho la forza, né morale né di spirito, per raccontare ciò che già tutti sanno benissimo essere accaduto in questi giorni, della terribile catastrofe che ha colpito una delle più belle regioni d'Italia, alla quale, tra l'altro, mi sento personalmente molto legato.

Inutile cercare di capire e spiegare il dolore di chi ha perso tutto, casa, ricordi e magari cari amici o parenti. Eppure c'è chi, per mestiere, cerca di raccontarci ciò che avviene in quei luoghi, che sentimenti animano soccorritori e soccorsi, che "aria tira" in una zona colpita da un disastro come quello. E' una categoria bistrattata, quella del giornalista, sebbene (è giusto e forse corretto dirlo) molti di loro ce la mettano davvero tutta per essere bistrattati. E, purtroppo, in occasioni simili i "veri" giornalisti, coloro che fanno vera informazione, che spendono il loro tempo alla ricerca di qualcosa di sensato e "utile" da raccontare ai propri lettori, ascoltatori o spettatori, che faccia - come ho detto - capire come vanno le cose, si riescono immediatamente a distinguere come iceberg in un mare di idioti e incapaci che alla notizia sovrappongono lo show.

Gente con la faccia così tosta da andare tra le automobili parcheggiate de L'Aquila, usate dagli sfollati come case provvisorie, a svegliare i poveri sventurati e chiedere: "Perché dormite in macchina? Come vi sentite? Che cosa pensate di fare ora?". Gente che va da persone appena salvate dalla morte a domandare: "Sei contento? Ce l'hai fatta!", che importuna donne e uomini in lacrime per la morte di un figlio, o di un genitore o di chiunque altro possa stare a cuore, fissando l'occhio della telecamera per mostrare bene che forma ha il dolore, per chiedere magari "cosa si prova?". Gente che decide di snocciolare i dati degli ascolti come per mostrare quanto tempestiva, precisa e gradita è stata l'informazione di questa o quella testata (sì, parlo del TG1 diretto da Riotta...per il quale spero tanto che ci sia stata buona fede, come credo, nel commettere una gaffe così orrida).

Poi arriva sera, giro i canali, e arrivo a Canale 5. In onda c'è il Grande Fratello. Faccia triste della conduttrice (ci mancava altro), cordoglio e vicinanza alle vittime, video dell'annuncio ai partecipanti e del connesso dolore degli stessi. Poi l'apoteosi, il trionfo della moderna "comunicazione": la conduttrice, con la stessa faccia di circostanza non ancora dismessa, annuncia che la trasmissione va avanti "perché bisogna andare avanti, anche per coloro che sono stati colpiti", uno show must go on chiaro e tondo mascherato da buona volontà...

Ma lo schifo non è questo, perché questo è già accaduto altre volte (anche in tempi molto recenti), la giostra non si ferma mai.
Lo schifo sono i milioni di beoti che anche questa sera saranno incollati a vedere altri beoti che urlano e strepitano del nulla.

Mi fate venire da vomitare. Tutti.


Un ultimo cenno, prima di salutare: un grazie sentito a tutti coloro che in qualche modo hanno partecipato o parteciperanno ai soccorsi e/o agli aiuti ai terremotati dell'Abruzzo. Anche il più piccolo gesto è una goccia in più in quello che spero si tramuti in un oceano.
Il banner qui sotto è per ringraziare TUTTI QUANTI, perchè in un modo o nell'altro (sebbene non direttamente "arruolati" in qualcuno dei corpi) il proprio contributo è servito a qualcosa. Cliccando sull'immagine potrete aprire una pagina del sito della Protezione Civile Nazionale con le coordinate per i conti correnti inerenti eventuali donazioni.

Grazie all'Italia sana

clicca l'immagine per contribuire

lunedì 26 gennaio 2009

Una ferita che nessuno vede

Recenti fatti di cronaca ci fanno pensare a che livello di barbarie può arrivare la civilizzata e intelligente razza umana. Ringraziando il cielo non tutta l'umanità è così, ma pensare che esiste gente in grado di stuprare una donna, soprattutto nei modi che abbiamo tutti ascoltato e/o letto, fa davvero pensare che c'è qualcosa nella natura umana che non va.

Ma non è di questo che voglio parlare, in effetti, e non mi dilungherò nemmeno sui concetti che altri hanno già esposto sulla violenza alle donne, sulla necessità di sicurezza, sulle reazioni della giustizia e così via. Soprattutto perché di carne al fuoco ce n'è già in abbondanza.
Volevo invece spostare i riflettori sul fatto per me più grave e più doloroso: una coppietta che si apparta in automobile in un luogo isolato che, per una sorta di atroce contrappasso, anziché diventare il loro paradiso di privatezza muta in un inferno in Terra. Un gruppo di balordi si avvicina alla macchina, spacca il finestrino, tira fuori il ragazzo, lo malmena e lo chiude nel bagagliaio; quindi prendono possesso dell'auto, si spostano più in là e abusano della ragazza. Tutti.
Si può immaginare lo stato della giovane, a cui va tutta la mia solidarietà e il mio affetto...ma la cosa che mi tormenta, da uomo e da affettuoso (spero) fidanzato è ciò che prova lui in questo momento.
Questa mia osservazione non vuole sminuire affatto l'atrocità e la brutalità della violenza subita dalla ragazza, ci mancherebbe altro: è lei la vittima principale, quella che ha subito il peggior torto. Ma il ragazzo subirà (speriamo non per sempre) i postumi di un fatto di cui si sentirà probabilmente colpevole, che lo farà sentire "fallito" per non esser riuscito a proteggere la ragazza che ama. A poco servirà spiegargli che, con la quasi totale certezza, neanche se fosse stato armato di cannone sarebbe riuscito a tener testa a cinque bestie come quelle, a rassicurarlo sulla sua totale inabilità di fronte ad una simile barbarie: lui si sentirà responsabile, e soprattutto sentirà dentro un dolore che difficilmente si rimarginerà.

Perciò il mio abbraccio riguarda anche questo giovane, un abbraccio amichevole, da uomo a uomo. Tieni duro e rimani vicino alla tua ragazza: ora sì che ne avrà bisogno.

Buon mondo a tutti

giovedì 22 gennaio 2009

Cuore contro vil denaro

Riflettevo, ieri mattina, sulla notizia che circolava a gran voce per le radio e i giornali sportivi circa l'ingaggio del calciatore dell'AC Milan Kakà...per chi non avesse seguito la vicenda, una squadra straniera (il Manchester City), rimpinguate le casse sociali con i petroldollari di un generico emiro mediorientale, fa una sontuosa offerta alla squadra meneghina: parliamo di 150 milioni di euro (130 al Milan, 20 al calciatore, più lo "stipendio" di 15 milioni di euro...).

La mia riflessione non riguardava tanto i discorsi poco sensati (a mio vedere) circa l'opportunità di tali cifre, circa la "moralità" di certi stipendi, perché si tratta tutto sommato di soldi che in parte vengono trovati nelle tasche di chi paga il biglietto per andare a vedere suddetto signore tirare calci ad una palla...la mia riflessione, invece, riguardava i giudizi seguiti alla decisione del giocatore, che ha declinato l'offerta adducendo "ragioni del cuore".
Leggendo però ieri tra le pagine di Repubblica trovo il solito trafiletto del sempre ottimo Michele Serra....perfetto, esattamente ciò che avrei voluto dire io!!!

Eccovi quindi qui l'Amaca di M. Serra, che trovate a pag. 28 di Repubblica del 21/01/09. Buona lettura:

Si capisce che la scelta di Kakà (restare al Milan per attaccamento alla maglia) faccia piacere a chiunque diffidi della dittatura del denaro. Un po' di misura nei commenti, però, aiuterebbe a renderli meno retorici e soprattutto più rispettosi della realtà: Kakà è già molto ricco, non ha dovuto scegliere tra il lavoro in miniera e il tesoro di Alì Babà, ha semplicemente preferito essere un po' meno miliardario, ma in pace con la sua coscienza, piuttosto che un po' più miliardario, ma con qualche senso di colpa nei confronti della gente milanista che gli vuole bene. La patina deamicissiana che alcuni servizi di telegiornale hanno voluto stendere su questa trama, pur sempre ambientata tra cataste di quattrini, è dunque del tutto abusiva. Non destano particolare simpatie le tirate demagogiche contro gli stipendi delle star (le star guadagnano molto perché il popolo si fruga nelle tasche per pagare il biglietto), ma francamente disturbano, e molto, i toni sdolcinati e strappalacrime spesi per una vicenda d' alto bordo, che trasuda lusso e privilegio, e ci è stata ammannita come lo straziante sacrificio del buon ragazzo che rinuncia a tutto pur di rimanere nel suo vecchio quartiere con i vecchi amici. Kakà, come tutti i calciatori di prima scelta, ha pane e companatico garantiti per almeno tre o quattro generazioni. E con la pancia piena, si sa che i bei gesti diventano più facili. - MICHELE SERRA