martedì 28 dicembre 2010

Il giocattolo rotto

Quando a fine ottobre cominciò il calvario che intrapresi insieme a tutti i colleghi di SoREM e SAN, non avrei mai pensato che a più due mesi di distanza sarei dovuto tornare sull'argomento in queste pagine. Perchè, in effetti, nessuno di noi pensava che il tutto riuscisse ad essere (colposamente o dolosamente) complicato fino a tal punto, visto anche come si erano messe le cose fin dall'inizio.
Ma andiamo con ordine, per quanto seguendo le grandi linee, così da rendere più chiaro il tutto:
  • le società SoREM e SAN, affidatarie dei servizi di gestione e manutenzione della flotta Canadair della Protezione Civile Nazionale, entrano in un periodo di crisi finanziaria che dura praticamente dall'inizio dell'anno e si acuisce negli ultimi mesi della stagione estiva, arrivando al pagamento ritardato degli stipendi;
  • i preannunciati nuovi ritardi nella mensilità di settembre portano i lavoratori a protestare con uno sciopero, durante il quale chiedono e ottengono di essere ricevuti dal Dipartimento della Protezione Civile: si apre così un importante tavolo di discussione;
  • in seguito all'arresto di Spadaccini, e con l'aggravarsi della crisi economica delle due società, che porta addirittura ad interrompere le coperture assicurative del personale di volo, Protezione Civile decide di interrompere il rapporto con SoREM. Siamo ai primi di novembre, i lavoratori hanno continuato a lavorare per oltre un mese e mezzo SENZA PERCEPIRE UN SINGOLO EURO; Protezione Civile riconosce la nostra professionalità e si impegna a risolvere la situazione, stipendi compresi, entro la fine della settimana: è l'inizio di tante promesse avventate.
  • primo tentativo di rendere pubblico il servizio: Protezione Civile dichiara di aver pronto un decreto legge da presentare in consiglio dei ministri, che avrebbe portato tutto il personale alle dipendenze del Dipartimento per un anno, in attesa della gara d'appalto europea di affidamento. Tutto è dato come per fatto: il decreto non viene neanche presentato al consiglio dei ministri perchè rigettato a causa di ancora vaghe questioni tecniche...
  • siamo a metà novembre e un secondo tentativo viene fatto per far approvare quel famoso decreto. Stavolta i lavoratori interrompono il silenzio a cui si erano votati anche per richiesta dello stesso Dipartimento, e con una serie di manifestazioni e lettere alle principali testate giornalistiche cercano di far sentire la propria voce...tutto inutile, anche il secondo decreto, nel silenzio più assoluto, decade per (altre) vaghe questioni tecniche...
  • alla fine di novembre Protezione Civile indice un bando di gara per l'affidamento del servizio: tra tempi tecnici e tutto il resto si giunge fino ad oggi con una sola società, la INAER, a presentare un'offerta. Che viene rigettata per motivazioni legate al ribasso del prezzo...il Dipartimento inviterà nuovamente a presentare le offerte, sperando di risolvere tutto per metà Gennaio.
Il risultato di tutto questo è che trecento famiglie che hanno già passato un Natale molto magro, passeranno un Capodanno ancor più magro; che per questi lavoratori il 2011 comincerà con una pesante incertezza; che anche quel briciolo di credibilità che il Dipartimento, nel suo spirito collaborativo e aperto ai lavoratori, si era creato sembra sempre più essere destinato a svanire nel nulla.
Non so dire cosa impedisca davvero di risolvere la questione, se sia l'eccesso di zelo mostrato da ProCiv nel voler risolvere ogni singola questione tecnico-legale, se sia la sua superficialità nell'aver affrontato la questione (visto che ancora non sembra capire che a Giugno non ci sarà nessun servizio, non nei termini garantiti fino all'estate scorsa), se sia invece una volontà politica e/o lobbistica ad ostacolare un nodo all'apparenza così semplice da sbrogliare.
So però che quale che sia il gioco, sul piatto c'è la serenità e la sussistenza di troppe persone. Lavoratori, come al solito.

Buona vita.

lunedì 20 dicembre 2010

Esseri animali

Intelligenti, geneticamente ed intellettualmente evoluti, socialmente organizzati...Tanti sono gli aspetti attribuibili all'essere umano. Ciò che il più delle volte ci si dimentica, però, è che trattasi sempre di essere animale.
Di animale abbiamo ancora sicuramente gli istinti, per quanto sopiti o ben nascosti sotto le sovrastrutture della razionalità, della moralità o del comportamento sociale che ci siamo costruiti. Così, come tra gli animali esistono dei ruoli più o meno ben definiti tra gli esseri di genere maschile e quelli di genere femminile, anche tra gli esseri umani ci sono delle convinzioni ormai quasi relegate alla sfera dell'inconscio che di tanto in tanto vengono fuori.
Prendiamo quel che accade al momento di un parto: l'era moderna, con le sovrastrutture di cui sopra, ci ha convinto che l'uomo può e deve stare in sala parto con la mamma, ad assistere e supportare le sofferenze di quest'ultima anche solo con la semplice presenza. Eppure molti uomini (magari segretamente) sono restii ad assistere, per motivi che poi vengono debolmente o poco comprensibilmente spiegati.
Lo dico perché ero uno di loro...Le mie motivazioni: paura di non conoscere le mie reazioni e, soprattutto, una paura fottuta che qualcosa cambiasse nell'intimità con mia moglie. Chiaramente il vero motivo è tutto insito nella nostra natura animale: il maschio procaccia il cibo, accudisce il branco o la tribù o, nel nostro caso, la famiglia...il maschio è geneticamente progettato per combattere...il maschio è pronto a soffrire le ferite di una battaglia pur di difendere i propri cari...ma la sofferenza relativa ad un parto, le urla della donna per mettere al mondo il frutto della sua "maschia attività" proprio no!

Forse me ne rendo conto solo ora , ma è proprio così. Da parte mia non ho avuto molta scelta, perché due condizioni si sono verificate: da una parte il volere di mia moglie, che avrebbe appoggiato la mia scelta ma avrebbe partorito da sola se non fossi andato io, dall'altra la mia genetica testardaggine a voler battere la volontà contraria.
Ed ho vinto la mia battaglia...ma devo dire che è stato facilissimo, perché è successo tutto così in fretta che mi sono ritrovato in sala parto come se fossi stato teletrasportato. So che per mia moglie non è stato così semplice, per quanto bravissima sia stata, ma per me è andato tutto di fretta. In fretta e al tempo stesso con una lentezza da replay...

...poi il mondo è sparito improvvisamente.

Avevo in braccio mia figlia.

E' valso un miliardo di volte il prezzo del biglietto.

Buonanotte Lucrezia.

lunedì 6 dicembre 2010

La teoria dei bivi

Che sia stato combinato un mezzo pasticcio con il servizio antincendio dei Canadair, suppongo sia abbastanza comprensibile leggendo un paio degli ultimi post di questo blog. Quel che, purtroppo, non risulta mai troppo chiaro sono gli effetti dei comportamenti o delle scelte sbagliate sugli eventi futuri. Spiego subito perchè "la teoria del bivi"...Secondo la teoria del caos, il battito d'ali di una farfalla in un punto qualunque del mondo è in grado di creare un uragano dalla parte opposta. Non sono un fan di tale teoria, non nel mondo complesso che viviamo tutti i giorni, ma non sono neanche un fan della teoria dell'ordine rigoroso secondo cui (continuando con la metafora della teoria fisica) ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Sono - quasi di conseguenza - sicuro che ad ogni azione corrisponde necessariamente una serie di reazioni, che le nostre scelte influenzano in modo più o meno irreversibile tutto ciò che avverrà dopo. E' come se il corso delle nostre azioni viaggiasse attraverso una serie di bivi in cui le strade inforcate di volta in volta influenzano necessariamente il percorso delle nostre vite.

Ecco allora che l'aver gestito in determinati modi la faccenda Canadair, l'aver dato per scontato questo piuttosto che quello, l'aver agito senza considerare la possibilità di veder bocciati i propri progetti...insomma, l'aver affrontato l'intera vertenza con una preoccupante e quantomeno apparente superficialità (quasi mi verrebbe da dire "faciloneria"...), era già chiaro avrebbe comportato notevoli disagi immediati al servizio ed ai lavoratori che lo prestano. Ciò che non si è compreso (in assenza di un'oculata strategia di pianificazione) sono gli effetti reali futuri di queste scelte.
Già ora, ad un mese e mezzo dall'inizio della vertenza, lo Stato ha dovuto perdere un importante credito (anche a livello diplomatico) verso Israele, non avendo potuto inviare i Canadair della flotta più grande del mondo in soccorso per l'incendio del Monte Carmelo. E questo è solo l'antipasto di ciò che potrebbe accadere in Estate: si è arrivati con colpevole ritardo a risolvere la situazione a Dicembre, i velivoli non hanno ancora neanche cominciato le manutenzioni, e difficilmente riusciranno ad essere garantiti nel giusto numero durante la stagione del fuoco.

Noi lo avevamo detto. Pessimo a dirsi, ma così è. I giornali hanno perlopiù taciuto la faccenda, molto probabilmente per lo scarso interesse giornalistico accreditatogli. Se non fosse che i giornali ricevono finanziamenti dallo stato, cioè dalle tasse che tutti paghiamo, sarei solo deluso. Invece sono schifato.

Tant'è, le cose non cambiano. Spero solo che quest'estate, al primo rogo estensivo, qualcuno non se ne esca a parlare di carenze nel servizio antincendio, perchè le email inviate alle testate le abbiamo conservate e dimostrano la totale mancanza di credito di cui centinaia di lavoratori hanno goduto.

Buona vita.

lunedì 22 novembre 2010

Risposta dell'onorevole Zazzera

Ricevo e riporto la risposta dell'On.Zazzera alla mia e ad altre lettere inviate dai lavoratori SoREM e SAN circa l'interpellanza parlamentare che lo stesso ha presentato alla Camera dei Deputati:


Roma, 22/11/2010

Ai dipendenti società Sorem

E p.c.:
On. Antonio Di Pietro
On. Massimo Donadi
On. Augusto Di Stanislao
On. Francesco Barbato

Cari Amici,

in riferimento alle email che mi avete invitato relative all’interpellanza parlamentare sulla gestione della flotta Canadair della Protezione Civile, tengo a fare alcune precisazioni.

Lo scopo dell’atto in questione è quello di far luce su una società, la Sorem, che a quanto risulta, si è aggiudicata l’appalto senza i requisiti tecnici ed economici-finanziari.

Ciò è confermato dalla sentenza della Corte dei Conti del 2002, che ha peraltro condannato la Protezione civile al risarcimento del danno causato alle casse dello Stato, circa 21 miliardi di lire spesi per supplire alle carenze della società.

Le suddette carenze poi, inevitabilmente ricadono sul personale della società, che mai è stato definito dall’interpellanza “incompetente”. Piuttosto nell’atto si specifica che i dipendenti non ricevono da mesi lo stipendio, e che ora, con l’arresto dell’imprenditore Giuseppe Spadaccini, sono anche a rischio di licenziamento. Qualsiasi riferimento all’inadeguatezza della gestione del servizio antincendio è esclusivamente riferito alla Sorem, con la quale la Protezione Civile ha risolto il contratto perché ad oggi sotto inchiesta.

La professionalità dei piloti o dei tecnici non è stata mai messa in discussione, al punto da aver ritenuto opportuno chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo, quali provvedimenti intendano adottare per tutelarne la posizione lavorativa.

In ogni caso, sarà mia cura informarVi al più presto sulla risposta del Governo, e nel frattempo, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento.

Cordialmente,
On. Pierfelice Zazzera


Necessaria "contro-risposta" per precisare alcune questioni...

Gentile onorevole,
Come avevo già anticipato (o intuito, se mi permette una piccola vanità), era chiaro e soprattutto auspicabile che l'intento non fosse quello di screditare la professionalità di gente abituata a lavorare sodo, quanto piuttosto quella di screditare SoREM e/o le azioni di chi ha visto in questa l'interlocutore con tutte le carte per poter operare i Canadair di Stato.

Tralasciando il piccolo particolare (la gaffe, volendo essere cattivi!) per cui nella sua email non si parla nemmeno dei lavoratori di SAN, direttamente coinvolti nella questione (il che, anche qui, se fossi cattivo, mi porterebbe a confermare la sospettata carenza di informazioni con cui si è affrontata la vicenda), c'è da ricordare come il punto della questione fosse il fatto che al momento il destino della flotta antincendio e di questi lavoratori specializzati e preparati potrebbe essere legato a doppio filo, e che quindi poteva esserci occasione per parlare dei veri obiettivi che al momento sono necessari e che da un mese stanno continuamente sfumando: salvare 300 posti di lavoro e il servizio antincendio tutto in una volta sola.
Il decreto che poteva portare nelle mani dello stato committente tutta la "baracca" (mi si passi il termine brutale ma spero molto chiaro) è stato cassato per due volte, e la strada che si sta percorrendo è quella di affidare l'appalto nuovamente e, a questo punto, di corsa a nuovi privati. La domanda è: non sarebbe meglio evitare un'altra SoREM anziché pensare a quella che fu, in questo particolare momento? Non sarebbe meglio tutelare il servizio e i lavoratori sorvegliando l'affidamento affinché finisca nelle mani migliori, anziché pensare in quali mani sono passati dieci anni fa?
Fa certo piacere sapere che la vostra interpellanza ha riguardato anche il futuro dei lavoratori, ma deve capire che purtroppo la nostra reazione ha riguardato proprio il fatto che il messaggio centrale che è passato dall'interpellanza è stato fare le pulci al vecchio appalto e - solo come conseguenza - capire che fine faranno i lavoratori...D'altronde se l'agenzia da cui abbiamo tratto la notizia della sua interpellanza (Agenparl) ha preso come messaggio principale proprio quel che dico ci sarà pure un motivo! Non si poteva trarre altro messaggio, tra l'altro, visto che era lei in persona a presentare la questione nei termini al presente link: http://www.agenparl.it/articoli/news/news/20101118-ambiente-zazzera-idv-protezione-civile-e-scandalo-canadair-a-rischio-la-gestione-delle-emergenze-incendi-boschivi .
Cosa avremmo dovuto pensare?

Ribadisco, siamo noi lavoratori che restiamo volentieri a disposizione per tutte le informazioni di cui lei e i suoi colleghi necessiterete sulla vicenda. Nel frattempo la ringraziamo comunque per il suo interessamento: quantomeno è qualcosa nel silenzio generale in cui siamo stati sommersi. Si potrebbe fare di meglio, ma noi dei Canadair siamo dei perfezionisti!

Saluti.

giovedì 18 novembre 2010

Lettera aperta all'onorevole Zazzera

Alla ricerca di qualche segno di vita sulla rete che parlasse della situazione in cui versano i lavoratori di SoREM e SAN trovo questa agenzia (AgenParl):
Roma, 18 nov - “La società Sorem, secondo una relazione della Corte dei Conti, si sarebbe più volte aggiudicata l’appalto dei Canadair della Protezione Civile, senza avere i requisiti richiesti. Nel 2002, la Protezione civile sarebbe stata costretta a risarcire il danno causato allo Stato, ammontante a circa 21 miliardi di lire, spesi per supplire alle carenze della suddetta società” è quanto si legge in un’interpellanza parlamentare, presentata dal deputato Idv Pierfelice Zazzera.
“ Dopo l’arresto di Giuseppe Spadaccini, presidente della società Sorem, la Protezione civile ha risolto il contratto che la società in questione si era aggiudicata per gli anni 2005-2014, per 40 milioni di euro” si legge nell’interpellanza di Zazzera. “Come è possibile che una società attenzionata dalla Guardia di Finanza per evasione fiscale internazionale, sia riuscita ad aggiudicarsi un appalto dello stato in assenza dei requisiti minimi e di fronte all’evidente incompetenza? Come intende la Protezione civile far fronte all’emergenza incendi boschivi nella prossima stagione estiva visto che la società in questione ha dichiarato di non essere più in grado di garantire il quotidiano schieramento di mezzi aerei?” sono queste le domande che l’on. Zazzera rivolge al governo nella sua interpellanza.
Non ho potuto esimermi dal rispondere: questo il testo dell'email che ho inviato all'onorevole.
Gentile onorevole Zazzera,
sono un cittadino italiano, ingegnere, mio malgrado, della società SoREM, fino al 5 Novembre scorso affidataria dell'appalto per la gestione della flotta antincendio Canadair CL-415 dello Stato. Insieme a tutti i miei colleghi di SoREM e SAN, piloti, ingegneri, tecnici e impiegati ho svolto il mio lavoro con l'impegno che si deve ad una gestione così delicata, macinando ore di lavoro nella totale invisibilità, perché non servono riflettori per chi lavora, ma tanta passione, un pizzico di orgoglio nel servire (seppur indirettamente, magari) il proprio paese, una buona organizzazione e, chiaramente, la giusta retribuzione.

Proprio quest'ultima da tre mesi a questa parte è venuta a mancare a tutti noi (parliamo di 300 persone e altrettante famiglie, onorevole), ma nonostante tutto per più di un mese tutti noi ci siamo adoperati per garantire l'efficienza della flotta che per anni abbiamo curato, ricevendo il ringraziamento diretto dell'attuale Capo Dipartimento Gabrielli e continui elogi per il "senso di responsabilità" dimostrato, per non parlare delle onorificenze ricevute, veda da ultima la medaglia per la campagna antincendio svolta in Russia la scorsa estate. In un modo o nell'altro, anche con mille difficoltà, abbiamo sempre garantito l'efficienza degli aeroplani necessari allo scopo del Dipartimento, arrivando (le assicuro che non sto esagerando) praticamente esausti a fine campagna estiva; e non parlo di una parte o di un'altra delle aziende, parlo di tutti! Lei è un medico, onorevole, ma mi consenta questo paragone ingegneristico che più mi compete, ma che credo comprenderà facilmente: la gestione di una struttura aeronautica di questo tipo è come un insieme di ingranaggi che non solo devono funzionare tutti, ma devono anche farlo con i giusti tempi e alle giuste velocità, altrimenti il meccanismo si inceppa. E questi ingranaggi, le posso assicurare (ma lo potrà fare anche il vertice del Dipartimento, che più volte ce lo ha riconosciuto) hanno sempre funzionato in modo esemplare.

Proprio per questi motivi leggere del suo intervento alla Camera dei Deputati in cui lamenta carenze e incompetenze della SoREM stupisce e rammarica e, glielo dico francamente, fa anche irritare notevolmente. Perché, per quanto possa essere personalmente certo che il suo appello riguarda la società in quanto emanazione "fisica" dei reati ascritti a Spadaccini e agli altri, parlare soprattutto di "incompetenze" non può che colpire direttamente il livello professionale delle maestranze di tutte le società direttamente coinvolte nella gestione dei Canadair; per quanto possa immaginare che, come eventuale risposta, potrà affermare che le carenze erano dovute ai soldi (secondo l'accusa) intascati e nascosti dagli imputati, non si può negare che agli occhi di un uomo comune quelle accuse significano incuria, approssimazione, cattiva gestione, anche tecnica. E questo, mi permetta di dire, non è assolutamente accettabile per le 300 persone che ieri hanno manifestato davanti Palazzo Chigi, che hanno preso la pioggia ieri l'altro davanti Palazzo Madama, che hanno cercato di far sapere alla gente che per sciocchi blocchi "burocratici" gli aerei antincendio sono fermi a terra, che da giorni, tutte le sante mattine, vanno in giro per tutta la città per cercare la giusta visibilità e avere indietro un lavoro...Lei, onorevole, la visibilità ce l'ha: non la sprechi puntando all'obiettivo sbagliato, la prego!

Inoltre, da un mese a questa parte - come dicevo - ho sentito più volte proferire al Capo Dipartimento Gabrielli e al suo vice Borrelli gli apprezzamenti di cui sopra, nonché, in tal senso, la garanzia di salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti, soprattutto a vantaggio del Dipartimento della Protezione Civile stessa, che si potrà avvalere di professionisti con un know how altamente specifico, specializzato e testato: se l'attenzione politica viene spostata verso altri temi, quale le deficienze nel vecchio appalto, i presunti "magheggi" delle solite cricche e così continuando, si perde di vista l'obiettivo finale di trovare una soluzione vera per quei 300 lavoratori, unici in Italia ad avere i requisiti per poter continuare a garantire l'efficienza della flotta. Per due volte infatti, onorevole, ci siamo sentiti dire che era pronto e quasi approvato un decreto per salvare il servizio ed i livelli occupazionali...e per due volte siamo tornati a casa con l'amaro in bocca nell'apprendere che il decreto non era passato: perché non preoccuparsi di questo? Perché non approfondire i motivi per cui il governo non riesce a garantire il lavoro di 300 persone pronte anche domani a rimboccarsi le maniche e riprendere a lavorare sui nostri amati aeroplani, se solo gliene fosse data la possibilità con una soluzione strutturale che riesca a camminare sulle sue gambe? Non passano in secondo piano le responsabilità per un presunto appalto mal concesso, di fronte ad un servizio al momento bloccato (parliamo di 19 aeroplani da più di 20 Milioni di euro l'uno...) e a 300 famiglie senza stipendio e senza futuro?

Onorevole, in buona sostanza, da semplice cittadino quale sono, le volevo solo rammentare del potere che, per quanto relativo, il suo ruolo ha: forse è il caso di usarlo con il giusto criterio, magari informandosi meglio sulla questione. Noi siamo disponibili a darle tutte le informazioni che abbiamo...Lei è disponibile a sapere?

In fede,
un Lavoratore

Civile protezione del lavoro

Conosco molto bene persone che, a vario titolo e con diversi ruoli, lavorano o fanno i volontari per la Protezione Civile, conosco il loro impegno personale ma anche le difficoltà che possono incontrare nello svolgimento delle proprie mansioni, il grande senso di responsabilità che travalica questi limiti da altri (o per causa di altri) imposti e, soprattutto, il livello organizzativo che la struttura sa esprimere specie nelle situazioni più gravi. Bisogna certo dire che la protezione civile del nostro paese è sì affidata ad un apposito Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma è comunque un organismo dai mille arti che affondano nel territorio italiano in maniera piuttosto radicata. Resta però il concetto base, ovvero che l'organizzazione, la struttura mentale, se vogliamo esagerare, è e deve essere quella di un organo mobile, snello..."smart", in un certo senso. Ed è proprio per questo che ho personalmente sempre visto la dipendenza centrale dal governo e in particolare dal suo capo come un "in più", qualcosa funzionale proprio a questa snellezza: in caso di necessità la "catena di comando" (mutuando impropriamente ma efficacemente un termine militare) si riduce, si accede più velocemente ai provvedimenti di legge, si riesce più velocemente a impostare un dialogo con il legislatore. Si sorvoli sul fatto che queste possibilità in passato possano essere state utilizzate in modo improprio o peggio, perché non siamo certo così ingenui da credere che tutti gli strumenti benigni siano sempre stati usati in tal senso...la sostanza, di fatto, resta!

Per tali motivi mi risulta terribilmente ostico comprendere in che modo il provvedimento del governo che avrebbe potuto e dovuto salvare il servizio antincendio Canadair della Protezione Civile salvando, al contempo, 300 posti di lavoro e altrettante famiglie, al momento sempre più in difficoltà, si sia arenato per la seconda volta. Con tutta la buona volontà del mondo, non riesco proprio a comprendere come sia possibile che per ben due volte chi ha scritto la norma, pur organizzando incontri e confronti con le strutture che avrebbero dovuto approvarla, abbiano ottenuto dei dinieghi più o meno secchi in sede proprio di approvazione. Mi risulta difficile perché, conoscendo quella capacità organizzativa e quella snellezza di cui parlavo sopra, non posso credere che si possa essere così facilmente impallinati in fase operativa...non a quei livelli.

Non so neanche se sperare - e lo dico molto apertamente - nella buona fede di chi "almeno ci ha provato" o se optare per Santo Inciucio All'Italiana, protettore dei teatrini in cui si bluffa in continuazione con la mano destra mentre con la sinistra si portano avanti le vere soluzioni al problema.
Certa è, invece, la speranza che la gente di SoREM e SAN possa vedere finalmente la luce in fondo a questo tunnel che si sta rivelando ben più lungo di quanto ci era stato promesso. Quale che sia la soluzione, insomma, l'importante è che si pensi sempre ai 300 lavoratori ancora in attesa di uno stipendio da 3 mesi, e con un futuro scuro e fumoso...nelle parole queste garanzie ci sono state date e ridate. Ora veniamo ai fatti.

Buona vita...e in bocca al lupo a tutti. Davvero.

sabato 13 novembre 2010

Il Canadair silenzioso


Per una volta guardo il mio piccolo orticello. Per una volta vorrei parlare di me, ma lo farò parlando di tutti. Di tutti quei lavoratori, miei colleghi che - come me - da due lunghi mesi non percepiscono uno stipendio, e che da ben oltre lo ricevono con tempistiche irregolari...

Parliamo dei lavoratori di SOREM e SAN, piloti, tecnici, ingegneri, impiegati che fino ad ora hanno lavorato sodo per gestire a 360° la flotta CL-415 Canadair della Protezione Civile Nazionale, attraverso l'appalto che quest'ultima aveva con le società suddette (il fatto che il contratto fosse solo con l'esercente SoREM è un dettaglio a questo punto della vicenda, visto che SAN oltre ad avere un contratto di manutenzione con SoREM, è parte integrante del gruppo di società facenti capo al recluso ingegner Spadaccini...).
Questi lavoratori fino a pochi giorni fa hanno lavorato GRATIS, svolgendo, con un senso di responsabilità che pochi sembrano aver conservato in questo paese e che lo stesso Dipartimento della Protezione Civile ha riconosciuto più volte, un servizio essenziale e importantissimo per l'intero paese. Lo hanno fatto per colpe non loro, per una crisi aziendale le cui cause non devono certo essere spiegate qui: ciò che importa è che questi lavoratori stanno da tempo lottando per ottenere non già soltanto quel che gli è dovuto dei mesi scorsi, ma per avere le certezze necessarie a programmare il proprio futuro, per mantenere quel posto di lavoro non solo come mero strumento di sussistenza ma anche (e sono convinto che non solo io la penso così) come punto d'orgoglio per svolgere proprio un servizio riconosciuto come uno dei migliori nel genere in tutto il mondo.
Ebbene, ottenuto un tavolo di trattative con il Dipartimento, questi lavoratori non riescono a vedere risolte le problematiche che li costringono ancora senza stipendio e senza futuro, non riescono a far arrivare le loro necessità alle orecchie delle istituzioni centrali che potrebbero risolvere il tutto. E paradossalmente proprio il loro senso di responsabilità, proprio l'attitudine a lavorare a voce bassa e nell'indifferenza generale (si vede il Canadair che vola e difficilmente si pensa al lavoro che c'è dietro!), è stato con tutta probabilità il loro freno a mano.

E' ora che qualcuno si renda conto di quel che sta succedendo, è ora che se ne parli: purtroppo alle molteplici lettere inviate alle redazioni di molte testate giornalistiche hanno risposto si e no in due, quantitativamente parlando...qualitativamente siamo più o meno a mezza risposta! Sapere che la flotta Canadair della Protezione Civile Nazionale è a terra da due settimane dovrebbe essere qualcosa di abbastanza interessante, o no? Serve una Ruby in mezzo per farne parlare? Dobbiamo metterci dentro qualche politico che va a trans? Qualche calciatore cocainomane col vizio del gioco? Qualche avvocato corrotto? Oppure è sufficiente sapere che circa 400 Milioni di Euro dei contribuenti sono al momento bloccati in un piazzale d'aeroporto senza manutenzione?

Qualcuno mi ha fatto notare che con il Veneto allagato è purtroppo normale che le istituzioni siano distratte...a prescindere dalla profonda speranza che lo Stato Italiano non funzioni a una via, ma che sappia fronteggiare più priorità nello stesso tempo e che soprattutto sappia gestire tranquillamente anche le "piccole questioni" (chiamiamole così di fronte ai disastri...anche se sempre di un disastro si parla...) contemporaneamente alle grandi emergenze, credo che la cosa più anormale sia il silenzio giornalistico attorno a tutto questo.

Spero che nel mio piccolo riesca a smuovere un po' le acque...

Buona vita a tutti.

venerdì 23 luglio 2010

La Felicità

La Felicità è un bene raro, tutelato (almeno sulla carta) come diritto e particolarmente ricercato, per questo è preziosa, prima ancora che importantissima.

Lungi da me cimentarmi laddove altri, più letti e con obiettivi e risultati finali ben diversi, si sono già cimentati; non voglio insomma fare di questo post un "De felicitate", anche perché probabilmente non ne sarei proprio capace...il mio scritto vuole essere una banale analisi di superficie, un sentore "a naso" di come vanno veramente le cose, liberandomi di ogni tendenza aristocraticamente snob ma buttandomi a pesce nel popolare, evitando (se possibile) di essere populista.

Credo, molto semplicemente, che chiedendo ad un milione di persone diverse, magari che tra loro non si sono mai conosciute (per evitare influenze e/o pensieri "di gruppo"), cosa è per loro la felicità, otterremo un milione di risposte diverse. Ma la felicità davvero cos'è? La tranquillità data dalla sicurezza economica? La serenità legata ad una vita senza troppi dispiaceri? L'amore ricevuto e dato ai propri partner? Quello per i figli?
Forse sì, nel senso che è tutto questo, e anche altro: non ha una forma, non la si può quantificare, non si può misurare, la Felicità. Eppure sappiamo bene (o almeno pensiamo di saperlo) quando siamo o non siamo felici. Come mai?

Perché la Felicità non potrà MAI essere associata a qualcosa di univoco, o quanto meno non a qualcosa di determinato e discreto: la felicità è fatta di piccole cose, di piccole situazioni, di uno sguardo, di un sorriso. Basta poco.
Mettiamola così: quando ti accorgi che quel singolo gesto, quella particolare piccola e indistinta macchietta nell'arco delle tue giornate sembra cambiarti improvvisamente di umore; quando una piccola leva sembra risollevare tutto il tuo mondo che magari in quel momento vedevi in chiaroscuro; quando ti accorgi che basta vedere lo sguardo di una persona che ti vuole così bene da non potersi trattenere dal dimostrarti quanto sia fiera e orgogliosa di te per cancellare giorni e giorni di sangue amaro (il lavoro, i soldi, i problemi di tutti i giorni...)...ecco la felicità.

La vita è la cosa più bella che ci sia mai stata donata: non facciamocela rovinare da questioni che, confrontate alla bellezza di quegli sguardi e di quei sorrisi, sono inezie prive di ogni significato.

Perciò: grazie davvero di avermi fatto diventare ciò che oggi sono...spero che il messaggio arrivi a destinazione chiaro e tondo.

Buona vita a tutti

domenica 4 luglio 2010

Ingressi vietati

Sarà sicuramente tacciato di ripetitività nel dire quanto sto per dire: siamo nel 2010. Sono perfettamente conscio del fatto di aver già usato questa frase (magari in una delle sue variazioni, tipo "siamo nel XXI secolo"), ma gli antichi dicevano saggiamente che repetita iuvant...
Ebbene, si diceva: siam nel 2010, ergo sono passati grosso modo 65 anni dalla fine del nazi-fascismo e in particolare 72 dalla promulgazione delle vergognose leggi razziali. Ma a quanto pare siamo un popolo dalla memoria molto corta, o comunque "convenientemente" corta...
Non parliamo per una volta di immigrazione, di quanto noi italiani in prima persona abbiamo conosciuto questo fenomeno come migranti prima che come paese ospitante, e non parliamo nemmeno dei relativi problemi di integrazione che per ignoranza, convenienza o semplice idiozia non riusciamo (a quanto pare) a superare. Parliamo di italiani, di persone nate in Italia, cresciute in Italia, educate in Italia, con genitori italiani e un lavoro italiano. Persone i cui gusti sessuali sono però opposti a quella "normalità" che è solo presunta, che è solo numerica: parliamo di omosessuali.

L'ho presa larga, ma vengo subito al punto: un'inchiesta di Repubblica rivela come sia molto ma molto difficile riuscire a trovare una sistemazione per chi è omosessuale, al punto di doversi barcamenare tra chi - orgogliosamente infastidito - dichiara ad alta voce il proprio disprezzo per i "froci" e chi magari, invece, lo fa in maniera più sommessa e imbarazzata, ma ugualmente funzionale.
Qualcuno arriva anche a mettere annunci con un bel No animali, no omosessuali. Ed ecco il punto: 70 anni fa andavano di moda quei bei cartelli per negozi Vietato gli ingresso ai cani e agli ebrei, che tanto mi ricordano gli annunci in discussione! Ma senza andare a scomodare casi particolari (esemplari di determinate ideologie, certamente), basti ricordare che se agli ebrei spettava la stella di David gialla sui baveri delle giacche, per gli omosessuali esistevano dei bei triangoli rosa. Già, perché anche gli omosessuali (come categoria) erano dei perseguitati nazisti...

Ma questo mio discorso non deve essere letto nel modo sbagliato, perché non è l'essere stato perseguitato o meno dal nazi-fascismo a dare dignità alle lotte per l'emancipazione e la libertà "di essere" di un certo gruppo di persone: ma il fatto stesso di essere dei puri e semplici umani, che non fanno altro che essere ciò che sono, senza arrecare danno alla libertà o all'individualità altrui.

E' verissimo: dall'ignoranza non crescerà mai nulla. Dalla stupidità e dall'idiozia cresce solo merda.

Buena vida

venerdì 2 luglio 2010

Roba da medioevo

Sarò molto franco con voi: il titolo che ho scelto è veramente poco appropriato per quel che vi sto per raccontare. Sì perché per una volta ho voluto usare un luogo comune per spiegarvi un accaduto, per l'appunto quel "roba da medioevo" che molto spesso si sente dire riferito a pratiche e usanze non proprio degne di un paese che si suppone moderno e "snello" nei suoi servizi essenziali ai sudditi...ehm...cittadini.
Ma veniamo al dunque: succede che lo scorso Marzo (sarà anche per questo che non scrivo da un po'!) mia moglie scopre di starmi per donare il primo erede. Ma non siamo qui per descrivere le sensazioni che può provare un futuro padre ai giorni nostri, siamo qui per descrivere quello che oggi, esattamente a cinque mesi dal concepimento del frutto del nostro amore, ho scoperto accade ed è accaduto a molte, moltissime madri italiane.
Succede, cioè, che il medico di mia moglie diagnostica una gravidanza a rischio, soprattutto in relazione alle condizioni in cui lei svolge il suo lavoro. Un caso normale, di fatto, niente "ER: medici in prima linea", ma un riposo cautelativo in vista dell'estate calda e della prossimo riposo per maternità obbligatorio; ovvero una astensione anticipata per maternità, così come chiamato anche dalle norme previste dal Ministero del Lavoro.
Tutto bene, fin qui: il ginecologo firma un certificato che viene prontamente ritirato e approntato per le pratiche a seguire...le pratiche con il moderno Stato Italiano...indovinate dove nasce l'intoppo? Nell'ordine una puerpera con gravidanza a rischio e con un certificato rilasciato da un medico (professionista laureato, specializzato e iscritto ad apposito ordine e albo professionale di stato) con il solo neo di essere "privato", deve:

1- recarsi all'ASL territoriale (e solo quella territoriale...) per una visita medica aggiuntiva con un medico "statale" e successiva vidimazione del certificato rilasciato da quello "privato", cosa che - si tenga presente - avviene solo per appuntamento, chiaramente;

2- recarsi all'ispettorato del lavoro per presentare i vari moduli e moduletti vari, in modo da certificare "in finis" le pratiche di astensione dal lavoro;

3- consegnare al datore di lavoro il certificato pronto.

A quanto pare le ultime due pratiche possono essere anche svolte via posta (posta, non e-mail, posta...) con delle brave raccomandate A/R. Chiaramente in questo caso i tempi si allungano e la futura mamma non potrà usufruire ancora della maternità, ma tant'è...è solo una gravidanza a rischio!

Viviamo nel XXI secolo, ci sono strumenti telematici ottimizzati anche per il più incallito dei burocrati con certificazioni e ammenicoli inutili (e costosi) vari, ma ancora tutto deve essere fatto "brevi manu" o via posta ordinaria, senza tener conto che una puerpera con gravidanza a rischio difficilmente potrà fare tutti questi giri con gli orari "massacranti" che il servizio pubblico offre (ci sono uffici aperti dalle 9 alle 11...).

Ma una mail certificata con l'attestato del mio dottore? Troppo poco?
Ecco perché "Roba da medioevo" non rende l'idea: la burocrazia medievale era straordinaria, per i mezzi dell'epoca. La nostra è comica.

Buena vida.

martedì 30 marzo 2010

Il polso del Paese

Non è certo una novità, almeno da qualche anno a questa parte, ma le elezioni amministrative recentemente conclusesi (o in procinto di esser concluse, al momento) hanno un significato ben più profondo e politico di quanto si voglia far credere e di quanto si possa pensare. Non servono certo nozioni approfondite di scienze politiche per capire che ogni tornata elettorale comunque estesa alla gran parte del territorio nazionale, specie in periodi politici piuttosto "tortuosi" come questo, diventi inevitabilmente un test per saggiare il polso al Paese.
Ancora più ovviamente in un'elezione su scala nazionale ma comunque orientata a nomine locali ognuno tira le somme un po' come vuole, sfruttando il necessario frazionamento dei dati assoluti da cui si parte per trarre conclusioni ben diverse, a seconda della fazione politica cui si appartiene. E così infatti è stato anche in questa elezione...

Ma cosa colpisce davvero di questa elezione? Facciamoci due conti: su scala nazionale il 27% spetta al PdL, il PD prende all'incirca il 26% dei voti, circa un 20% viene suddiviso tra IdV e Lega, un altro 15% circa è riservato all'insieme UdC e Liste civiche dei candidati, il resto è il solito "spicciame" politico. Questi i dati assoluti...ma sono i dati relativi alle schede votate, ovvero ognuna di queste percentuali rappresenta una frazione di chi domenica e lunedì è andato a votare. L'altra percentuale è quella dell'astensionismo, che possiamo ricavarci sapendo che il 64% circa degli aventi diritto al voto è andato ad esprimere una propria opinione: abbiamo quindi il 36% di astenuti.
Con semplici operazioni matematiche ci ricaviamo facilmente che i partiti più votati (PdL e PD, rispettivamente) hanno preso il 17 e il 16% circa delle preferenze degli aventi diritto al voto totali. Ne consegue molto facilmente che il Partito dell'Astensione ha letteralmente devastato i concorrenti.

Saranno in grado i partiti rappresentati di capire il significato di questo dato? E' un dato misto, una "preferenza" legata a mille motivi, non solo alla facile "antipolitica" o alla "disaffezione"! Abbiamo un premier che ha più di una volta dato l'impressione di non essere familiare o quantomeno di non capire cosa realmente sia un comportamento in linea con i principi democratici, di fare un uso quasi "privatistico" del potere che gli è stato concesso e di giustificare tali azioni proprio con il mandato datogli dagli elettori. Abbiamo un'opposizione che non parla più di temi, che sta puntando tutto (o che, anche qui, sta dando l'impressione di farlo) sul discredito al premier, sulla quotidiana enfasi delle sue boutade e del suo malsano comportamento (sempre a sentire l'opposizione), che fa una campagna elettorale basata sullo scandalo delle liste...e volete che sia solo una questione di antipolitica?
D'accordo, di quel 36% di astenuti mettiamoci almeno un 10% di persone che non votano per principio da anni e mettiamoci anche un 5% di calo fisiologico dovuto al fatto che nella testa di molti una tornata elettorale amministrativa è "poco importante" (democraticamente agghiacciante...ma tantìè!)...in ogni caso rimaniamo sempre su numeri da partito di maggioranza.

Riflettiamo...se ne siamo ancora capaci, ovviamente.

domenica 21 marzo 2010

Google e Facebook: due facce della medaglia

E' di qualche giorno fa la notizia secondo cui Facebook, il più noto social network al momento in Rete, avrebbe superato Google per numero di visitatori, notizia riportata con l'enfasi di un sorpasso clamoroso, quasi storico.

Al di là del balletto di cifre in ballo (stiamo parlando infatti dei dati di una sola settimana e di una differenza percentuale di appena 0.04 punti), sono rimasto abbastanza perplesso proprio dal modo in cui la notizia è stata data. Ma andiamo con ordine:

1) I dati in gioco non sono statisticamente significativi: una sola settimana di confronto (per quanto possa essere importante il livello di accesso GIORNALIERO alla rete) per una differenza quasi nulla non è davvero molto per poter parlare di "sorpasso".

2) Sempre parlando a rigor di statistica, sarebbe comunque molto difficile confrontare i due colossi del momento, visto che hanno storie molto diverse e temporalmente "sfasate": da quando cominciare il monitoraggio parallelo, visto che Facebook ha conosciuto l'espansione rapida che tutti sappiamo proprio di recente (espansione che sta continuando, anche se con pendenze meno aggressive, probabilmente), mentre Google da tempo ha raggiunto una sorta di plateau statistico negli accessi? Confrontare due prodotti uno di recente introduzione e uno già saldamente nel mercato non è affatto significativo se non opportunamente "pesato".

3) E questo è secondo me il punto più importante che nessuno dei cronisti ha riportato (da quel che ho letto): stiamo parlando di due "prodotti" TOTALMENTE diversi! Google è ormai una sorta di portale multifunzione, non solo un motore di ricerca, con servizi che stanno di fatto rivoluzionando il modo di approcciare la Rete, o comunque stanno dando una forte spinta innovatrice in tal senso. Facebook è un social network. Punto. Ha certamente il merito di aver innovato il mondo delle reti sociali così come le conoscevamo, di aver apportato anch'esso un deciso cambiamento nelle nostre abitudini di navigatori, ma non ha assolutamente lo stesso peso nella storia della Rete. E di certo non ha lo stesso "funzionamento".
Che senso ha, dunque, confrontare due realtà così diverse, con modalità di accesso totalmente diverse, perlopiù (che è forse la lacuna statisticamente più grave!)? Qualcuno ne ha addirittura tratto conclusioni ancor più assurde della statistica stessa: gli internauti sono più propensi alla socializzazione online che non alla ricerca. Conclusione quanto mai senza senso logico.

Sia chiaro che tutto ciò non vuole essere né uno spot a Google né una denigrazione di Facebook o dei social network in generale. Semplicemente vorrei che non si applicasse alla rete il concetto di "audience" tanto caro alla vecchia TV...insomma, che si mettano tutti l'anima in pace: la Rete non è la Televisione!

sabato 20 marzo 2010

La manifestazione

C'era una volta un antico rito di cui masse di umani si servivano al fine di rappresentare il proprio pensiero su determinati argomenti all'ordine delle cronache perlopiù politiche.
Avveniva così che questi umani si incontrassero riunendosi in grandi gruppi nomadi che, marciando da un punto A ad un punto B di un conglomerato urbano (il più importante e rappresentativo, in genere), urlavano i loro motti di protesta o comunque le loro ragioni. Lo scopo era semplice: cercare di far sentire la propria voce a chi magari non aveva modo di ascoltarla, far capire al potente - o comunque al personaggio/gruppo di personaggi di turno - che loro c'erano, e che non erano d'accordo con ciò che era stato deciso alle loro spalle. Già perché (e qui veniamo al dunque) motivo principale che scatenava la necessità di questo rito era il "torto subito". Non che fosse realmente sempre un vero e proprio torto, ma almeno qualcosa subito dagli individui manifestanti come tale: una legge giudicata sbagliata, una condotta non degna di una carica elettiva, e così via.
Ma ora le cose sono ben cambiate, perché siamo o non siamo nell'era della comunicazione di massa? E allora le manifestazioni sono show in cui fare il maggior audience possibile al fine di incrementare gli indici di gradimento. Puro spettacolo, signori e signore! Farsi vedere per rimanere nella testa e nei cuori del pubblico, farsi amare! Non importa se non ci sono motivi, se tali motivi davvero non sussistano neanche alle leggi del buon senso o se, peggio ancora, si è nel torto fino al collo.

Recentemente un mio amico è stato escluso da un concorso pubblico perché, dopo aver presentato la documentazione iniziale, ha presentato in ritardo un modulo autocertificativo del proprio percorso di studi. Inutile dire che il ritardo era decisamente colpevole, dato che il modulo era una banale autocertificazione e non richiedeva l'intermediazione di enti esterni al mio amico.
Dovrei proporgli di fare una manifestazione per protestare.......

mercoledì 10 marzo 2010

Sempre presenti

Era un po' che non scrivevo, privo com'ero di reali argomenti da condividere.
Oggi, spinto da una settimana "particolare" (quantomeno nel panorama nazionale...) mi sono detto "che diamine: diamoci da fare!". E ho notato quel che non avevo mai visto: sto virando lentamente e inesorabilmente sul politico! Nella maggior parte dei casi i miei interventi hanno riguardato perlopiù le questioni parlamentari e non che interessano il nostro paese.
Non che ci sia nulla di male, assolutamente, ma devo dirlo con onestà piena: mi sono un po' stufato. Sono stanco di dire sempre (sostanzialmente) le stesse cose ad un popolo - non che abbia pretese di parlare realmente al Popolo...i numeri in fondo al blog sono lì a tenermi coi piedi per terra! - che evidentemente non vuole ascoltare.

Adesso ci mancava solo il "pasticciaccio brutto" delle liste elettorali e tutto il bailamme che ne è conseguito. Beh...e di che vogliamo parlare? Che contributo avrei potuto dare io, pur nel mio piccolo? Le mie opinioni...ma certo...facendole perdere nel marasma totale di opinioni, contributi e commenti di cui pullula la rete. E sempre lì torniamo: se non riuscissi ad incidere neanche minimamente su chi (tra i pochi) mi legge...ma che scrivo a fare?! Per denunciare l'assurdità di certe situazioni e delle dichiarazione di questo o di quello? Per dire la mia sull'assoluto inebetimento (passatemela 'sta parolaccia) del popolo italiano di fronte allo stupro continuo del normale corso democratico di un paese moderno? Per dire SEMPLICEMENTE la mia...bah...

Chiudere del tutto il blog, non mi va...è una bella finestra, un diario che spero di aggiornare più frequentemente, sperando magari di avere qualche lettore in più, quantomeno per potermi confrontare visto che in tasca non mi tornerebbe assolutamente nulla!

Beh...per stavolta diciamo che vi risparmio la tiritera su Berlusconi, il PD e tutto il circo danzante...