Il vaso di Greta

Giuro che avrei voluto non scrivere nulla in merito.
Non per ignorare il problema e la campagna di sensibilizzazione conseguente, nè per "snobare" le manifestazioni di questi giorni, ma perchè - evidentemente solo nella mia testa - immaginavo che si trattasse di un tema talmente consolidato, delicato e condiviso da non necessitare di due parole in croce scritte su un poco pretenzioso blog come questo...
Evidentemente mi sbagliavo, a giudicare dalla campagna di vero e proprio odio riversata, in particolar modo, sulla protagonista delle più recenti manifestazioni contro il Global Warming ed il cambiamento climatico generato dall'uomo, Greta Thunberg.
Odio, già...
Perchè in nessun altro modo possono essere classificate dichiarazioni (incredibilmente pubbliche) fatte su una ragazzina di sedici anni da gentaglia tenacemente relegata ai margini della notorietà o della supposta elite intellettuale, così come da gente comune, certamente influenzata dalle cattiverie dei primi: si va dal più classico body shaming - in alcuni casi specifici dall'effetto davvero esilarante, considerate le percentuali di plastica corporea delle fonti... - alle ormai abituali bufale a discredito, fino a veri e propri giudizi di cassazione sulla "inutilità delle manifestazioni", una volta smontata la tesi della "manifestante prezzolata dai poteri forti" (che stanno bene un po' su tutto).

Tralascio il vomito e la merda eruttata da certi inutili sfinteri, e cerco di concentrarmi sulla domanda che ho sentito rimbalzare di bocca in bocca: cosa avrebbe risolto, Greta, con questa campagna? Adesso la Terra è più al sicuro?
Rispondo senza pensarci nemmeno: certamente.
Perchè se siamo qui a parlarne, vuol dire che qualcosa davvero era necessario fare per risvegliare le coscienze.
Perchè non avete ascoltato scienziati e organismi internazionali per anni, avete denigrato protocolli e patti, avete sorriso e alzato gli occhi al cielo a sentire l'ennesima iniziativa istituzionale, ma questa ragazzina vi ha proprio urtato, vi ha graffiato qualcosa e vi ha fatto risvegliare, reagire sudati e scomposti come scimpanzè occupati, fino al giorno prima, a rimirare il limitato orizzonte del proprio lercio ombelico.

Già, il Vaso di Greta, rotto per liberare finalmente un'ondata di...qualcosa! Qualcosa che vi turba, perchè voi a sedici anni a malapena riuscivate a capire come funzionava il sesso adulto, o ve ne stavate rinchiusi nelle comode regole che qualcun altro aveva costruito per voi, per sentirvi più adulti, più maturi, senza rendervi conto che eravate energia sprecata, vento di tempesta spentosi troppo presto e troppo al largo per sortire qualche utile effetto, instradati in quel binario morto che vi rendeva già così simili ai vostri genitori.
O magari, al contrario, vi sentivate grandi rivoluzionari a contestare tutto e tutti, volando troppo alti sulle ali di una rabbia che era solo delusione per non sentirvi davvero incisivi, mentre coltivavate la vostra illusione pensando che bastassero le canne che vi facevate per rendervi dei ribelli.

In questo senso, Greta ha più che vinto, e avrà sempre il mio personalissimo appoggio.
Come per ogni giovane che lotta per qualcosa in cui crede.
Come per ogni persona che lotta per un mondo davvero migliore.

Siamo ancora in tempo: salviamo il pianeta.
Imbecilli.

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