La noia del diffuso

Fin da bambino ho avuto la fortuna (o la sfortuna, sotto certi punti di vista) di essere molto attivo e interessarmi di tante cose, fino a sviluppare vere e proprie passioni da coltivare nel tempo e con la giusta cura: non più, quindi, banali attività temporanee da usare nei momenti di noia, ma veri e propri hobby che riempiono la mente, oltre che il tempo, e che restituiscono un piacere che va al di là del generico divertimento.

Tutto bello, in fondo, se non fosse che da appassionato fruitore tendo a diventare accanito avversore non appena quel particolare hobby diviene "pubblico", accessibile e diffuso alla maggior parte della massa. Magari non arrivo proprio ad essere un avversore, ma, quantomeno, il fatto di non sentirmi più parte di una ristretta cerchia mi provoca abbastanza fastidio da abbassare la fiamma della passione, fino a non esprimere più le mie posizioni in merito.
Da ultimo, tanto per fare un esempio, sta accadendo con la cucina: per quanto nel privato continuo a mettercela tutta per migliorare e coltivare questo particolare hobby, sempre meno mi confronto con gli altri miliardi di cuochi da talent show che stanno crescendo come funghi. E, credetemi, mi costa tantissimo, specie quando sento bestemmie culinarie da fustigazione sentenziate col piglio del grande chef col segreto in mano, o quando noto l'evidente carenza di basi tecniche/teoriche in chi sta parlando...ed io non sono nessuno! Posso solo immaginarmi gli altri.

In fondo, però, penso che serva a farmi abbassare un po' la cresta. Non tutto il male vien per nuocere.

Buona domenica.

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