sabato 2 marzo 2013

L'ordinata caoticità del nulla politico italiano

L'impressione che l'attuale stato politico sia nella fase non ci stiamo capendo nulla spiegata nei precedenti post è stata data a caldo, e così immagino è giusto che sia data la sua stessa natura di "impressione" (che senso avrebbe, infatti, un'impressione a bocce ferme?).
Ma più passano i giorni dal voto di domenica e lunedì scorsi, più diventa chiaro che questo stato di cose non riesce ad uscire da questo stallo piuttosto grave, date le condizioni al contorno: diventa sempre più evidente che il problema non investe solo elettorato, media e analisti, ma è fortemente radicato anche nelle stesse forze politiche. Trascurando, infatti, le posizioni sclerotizzate e molto poco probabilmente evolutibili dell'attuale centrodestra berlusconiano, le posizioni di centrosinistra e dei nuovi arrivati del M5S sono impelagate in una situazione di totale caos la cui risoluzione non sembra al momento a portata di mano (lasciando perdere ogni preventivo sui probabili scenari politici a venire).
Il PD non sa a chi rivolgersi dopo aver tentato un'apertura nei confronti dei grillini. I grillini vorrebbero una coesione "attenta" con il PD, ma il capo non sembra essere dello stesso avviso, sebbene lanci a giorni alterni messaggi tra loro dissonanti (prima possibilista nei confronti di eventuali alleanze, poi purista nel voler affermare l'indipendenza delle posizioni del suo movimento, inizialmente aperto al confronto e alla fiducia ad un governo di larghe intese poi tranchant su ogni ipotesi di "governissimo"). Parliamo, pertanto, di una situazione di caos totale in cui diviene sempre più evidente che nessuno sa che pesci pigliare, ed è anche comprensibile data l'inedicità del contesto.

Peccato che NESSUNO si sia ancora accorto che ne va delle sorti del Paese intero e di chi lo abita.

Aspettiamo fiduci segni di rinsavimento generale.

Per adesso, ancora buona vita (al "si salvi chi può" proprio non voglio arrivare).