mercoledì 24 gennaio 2018

Dichiarazioni di voto

Non credo sia necessario sottolineare quanto deprimente sia l'attuale campagna elettorale, che ci porterà alle urne il 4 Marzo prossimo: dopo aver riletto un post dell'anno scorso sulla desolazione della scena politica nostrana, non sono riuscito nemmeno lontanamente a cogliere elementi per considerare superate quelle considerazioni.
Certamente cambiamenti ce ne sono stati - e sarebbe stato sciocco supporre il mantenimento di quella paludosa stagnazione di allora, soprattutto sotto campagna elettorale -, ma se possibile portando ancor più confusione e desolazione, complice anche una legge elettorale nata male e fatta passare a colpi di fiducia. Il risultato è identificabile nella domanda che sembra uscire da una percentuale troppo ampia dell'elettorato: chi votare?


Escludiamo a priori il blocco fascista, sperando di non doverne spiegare le ragioni e di non aver necessità di ribadire che, no, non si tratta di "destra sociale", né di "estrema destra", ma di fascisti. Che siano politicamente inappuntabili nella definizione dei loro obiettivi e delle loro scelte, che siano dei banalissimi e decerabratissimi "uomini d'azione" defecati dagli spazi di aggregazione della loro schiatta (palestre in primis), o che siano degli imbecilli, più o meno giovani, con la convinzione che inneggiare a "zio benito" sia particolarmente di tendenza...qualunque cosa siano: sono fascisti, signori, chiamiamoli col loro nome, e torniamo a resistere affinché non abbiano diritto di vomitare le loro idiozie nei luoghi preposti all'alta amministrazione dell'apparato democratico.


Escludo poi populismi e "gentismi" di ogni lega, evidentemente incapaci di amministrare e prendere decisioni in seno ad un'organizzazione governativa seriamente impegnata su scala nazionale e soprattutto internazionale: non bastassero i rigurgiti più estremisti, utili per ammiccare a quella fetta di popolazione (colpevolmente) deculturata e sempre pronta a rispolverare razzismo, xenofobia, omofobia e giustizialismo d'accatto per potersi sentire ripagata dalle incurie e dagli abbandoni istituzionali e politici, c'è da fare i conti con complottismi di varia natura, antieuropeismo e un robustissimo odio viscerale per tutto ciò che è Istituzione politico-amministrativa; una serie di controsensi, in sostanza, che solo la bandiera populista può riuscire a tenere insieme, almeno finché si tratta di vomitare accuse sulla Casta per ogni malanno - vero o presunto - del Paese...Quando poi si vanno a vedere i risultati delle amministrazioni controllate i contorni, da foschi, diventano completamente evanescenti. Che è peggio, per la situazione nazionale...


Escludo senza dubbio anche il blocco Berlusconi, e non credo nemmeno qui di dover spiegare che non si può non farlo, dopo averne "testato" per venti lunghi anni gli effetti. Senza contare, tra l'altro, che sia il nocciolo di questo blocco (quello che gravita effettivamente intorno al sopra citato personaggio), sia la periferia intorno ad esso orbitante potrebbero benissimo essere annoverati in (almeno) uno dei blocchi sopra citati, per temi di massima e metodi quanto meno.


Senza dubbio ho il dovere di cancellare dall'orizzonte chiunque pensi di poter limitare qualunque sorta di diritto altrui sulla base delle proprie convinzioni.


E in questo modo anche una buona parte di ciò che resta del Partito Democratico viene esclusa.


La parte restante del medesimo, invece, si esclude per tendenza politica, per alleanze, per scelte, per decisioni politiche al limite del ridicolo per quella che avrebbe dovuto rappresentare la principale forza progressista (prima ancora che riformista) della Nazione. Senza contare Buone Scuole, Jobs Acts e occasioni fintamente mancare di rendere più civile il paese...


Cosa resta? Una galassia variegata di pensieri più o meno di Sinistra, l'ennesima, stantia emulsione di micro-posizioni senza un aggregante in grado di mantenere ferma la barca e, soprattutto, di rendere "governabile" uno schieramento non uso a governare. Tanta speranza, insomma, ma ben poca fiducia.


Ma questo post non è anti-politico, non vuole essere un programma pro-astensione, non vuole nemmeno essere un invito "al meno peggio". Forse uno sfogo, quello sì. Sicuramente una dichiarazione di voto programmatica: chiunque sarà in grado di garantirmi, al netto delle fantasie da programma elettorale fatte per ingannare il cittadino medio(cre), la somma di tutti gli opposti che ho escluso dalle preferenze.


È dura, ma si può fare...