giovedì 29 dicembre 2016

Desolazione

Lo scrivo a bocce ferme, con un referendum importante alle spalle (che ha bocciato una riforma trasformata nell'elemento fondante dell'ultimo governo) e un ancor più importante rimpasto di Governo che avrebbe, nelle intenzioni, il compito di "portare a finire" il ruolo riformatore dei predecessori ed accompagnare gli elettori alle urne, da cui si sentono politicamente lontani da tempo eccessivo, sebbene siano passati "solo" tre anni.
Lo scrivo volendo evitare posizioni più o meno nette su quanto accaduto, di "scegliere" lo schieramento politico a cui legare idealmente (e personalissimamente) il futuro della nazione.
Lo scrivo perchè quanto detto sopra è completamente inutile, al momento, a causa di una chiara e inequivocabile presa di coscienza: lo scenario politico italiano è, al momento, desolante. Ma andiamo con ordine...


Da una parte abbiamo un blocco populista, fatto di mille sfaccettature politiche più o meno variegate ma tendenti grossomodo a quel che un tempo sarebbe stata riconosciuta come Destra. Un blocco non necessariamente granitico che orbita attorno al M5S, il quale, pur non avendo identità politiche canoniche riconoscibili o associabili, ha fatto del furor di popolo e dello scontro di casta il suo vessillo, e non può dunque non essere inserito di diritto tra i fautori del blocco stesso.
Va detto che la marmaglia orbitante non ha affatto lo stesso peso, e usa il consenso populista per racimolare le briciole di quanto divorato dal suddetto Movimento, ma il succo è sostanzialmente quello: non più "dare" ma "dire" ciò che il popolino vuole sentirsi dire, sparando a zero su tutto ciò che deriva dalla politica classica, gridando "No!" a tutto e tutti, tentando a tutti i costi la strada della purezza senza compromessi che, pur avendo dimostrato in più occasioni di non essere pagante, viene usata come scudo e patente di "onestà" nei confronti degli altri. Non è comunque il programma a far storcere il naso, ma il suo esatto contrario: la totale, inesorabile assenza di una linea politica o, quando presente, di un tratteggio confuso fatto di chiaroscuri interpretabili e interpretati a seconda delle necessità politiche del momento, e la sfavillante inadeguatezza ed incompetenza degli attori principali scelti per guidare la compagine.
Da questo punto di vista Roma doveva essere il banco prova, il test finale di ammissione: credo che nei prossimi mesi seguiremo molto da vicino Roma e la totale incapacità con cui è al momento governata...


Abbiamo poi il blocco "orfani di Berlusconi", rimasugli dell'implosione generata dall'uscita di scena del papà dei vari Poli&Popoli della Libertà. Un nulla gorgogliante di nulla, senza più idee su come recuperare un consenso perduto che, probabilmente, solo la delusione che sarà inevitabilmente generata dai derivati populisti di cui sopra verrà riacquistato. Tanto da essere divisi in governativi e antigovernativi, tanto da partecipare al governo pur pretendendo di mantenere tratti da opposizione.
Il nulla, insomma, bastava una parola...


C'è poi un altro nulla, un vuoto immenso e rimbombante che ha più radici nell'extraparlamentarismo che all'interno dell'Istituzione Legislativa: la Sinistra, qualunque significato abbia ancora questa parola, qualunque identità gli si possa assegnare oggi. In questo caso l'esplosione che ha generato il red shift dei vari elementi oggi orbitanti casualmente (e caoticamente) è ben più antica, e ciò che è peggio non si trova un punto di coaugulazione su cui riporre una qualche minima speranza di ricompattare il tutto.
Devo essere onesto, avrei sperato che la partecipazione al vincente Fronte del No, il riassestamento dei ranghi contro un governo (o un capo di governo, meglio...) visto come nemico vestito coi panni dell'ex amico, avrebbe potuto portare alla nascita di qualcosa di nuovo, magari forte dei transfughi del blocco PD (vedi sotto). Così non è stato, per tanti motivi, e anzi si moltiplicano le scissioni e le inutili idee di far rinascere ciò che oggi non ha modo di ottenere consenso.


Infine arriva la nota forse più dolente, il blocco PD, nato per formare da solo un singolo polo di un sistema duplice (o al massimo triplice dopo l'exploit del M5S), nato con l'idea di aggregare su di sè tutte le forze progressiste e riformiste trasversali a quello che nel secolo scorso veniva definito Pentapartito ed alle ceneri dell'ala più moderata ("centrista", avremmo detto) del fu Partito Comunista. Nato, insomma, per essere un affascinante modello di moderno Left Party all'americana...finito per essere il più classico aborto all'Italiana, miscuglio di identità centrifughe che sfociano in correnti, correntine e interessi misti privi di legami. Tanto serviva, probabilmente, l'Uomo Forte, che guidasse il partito ed orientasse il tutto. A nulla è servito, invece, visto come è andata.


Le speranze di vedere uno scenario pulito prima delle prossime elezioni stanno svanendo.


Buona vita...politica!