venerdì 23 luglio 2010

La Felicità

La Felicità è un bene raro, tutelato (almeno sulla carta) come diritto e particolarmente ricercato, per questo è preziosa, prima ancora che importantissima.

Lungi da me cimentarmi laddove altri, più letti e con obiettivi e risultati finali ben diversi, si sono già cimentati; non voglio insomma fare di questo post un "De felicitate", anche perché probabilmente non ne sarei proprio capace...il mio scritto vuole essere una banale analisi di superficie, un sentore "a naso" di come vanno veramente le cose, liberandomi di ogni tendenza aristocraticamente snob ma buttandomi a pesce nel popolare, evitando (se possibile) di essere populista.

Credo, molto semplicemente, che chiedendo ad un milione di persone diverse, magari che tra loro non si sono mai conosciute (per evitare influenze e/o pensieri "di gruppo"), cosa è per loro la felicità, otterremo un milione di risposte diverse. Ma la felicità davvero cos'è? La tranquillità data dalla sicurezza economica? La serenità legata ad una vita senza troppi dispiaceri? L'amore ricevuto e dato ai propri partner? Quello per i figli?
Forse sì, nel senso che è tutto questo, e anche altro: non ha una forma, non la si può quantificare, non si può misurare, la Felicità. Eppure sappiamo bene (o almeno pensiamo di saperlo) quando siamo o non siamo felici. Come mai?

Perché la Felicità non potrà MAI essere associata a qualcosa di univoco, o quanto meno non a qualcosa di determinato e discreto: la felicità è fatta di piccole cose, di piccole situazioni, di uno sguardo, di un sorriso. Basta poco.
Mettiamola così: quando ti accorgi che quel singolo gesto, quella particolare piccola e indistinta macchietta nell'arco delle tue giornate sembra cambiarti improvvisamente di umore; quando una piccola leva sembra risollevare tutto il tuo mondo che magari in quel momento vedevi in chiaroscuro; quando ti accorgi che basta vedere lo sguardo di una persona che ti vuole così bene da non potersi trattenere dal dimostrarti quanto sia fiera e orgogliosa di te per cancellare giorni e giorni di sangue amaro (il lavoro, i soldi, i problemi di tutti i giorni...)...ecco la felicità.

La vita è la cosa più bella che ci sia mai stata donata: non facciamocela rovinare da questioni che, confrontate alla bellezza di quegli sguardi e di quei sorrisi, sono inezie prive di ogni significato.

Perciò: grazie davvero di avermi fatto diventare ciò che oggi sono...spero che il messaggio arrivi a destinazione chiaro e tondo.

Buona vita a tutti

domenica 4 luglio 2010

Ingressi vietati

Sarà sicuramente tacciato di ripetitività nel dire quanto sto per dire: siamo nel 2010. Sono perfettamente conscio del fatto di aver già usato questa frase (magari in una delle sue variazioni, tipo "siamo nel XXI secolo"), ma gli antichi dicevano saggiamente che repetita iuvant...
Ebbene, si diceva: siam nel 2010, ergo sono passati grosso modo 65 anni dalla fine del nazi-fascismo e in particolare 72 dalla promulgazione delle vergognose leggi razziali. Ma a quanto pare siamo un popolo dalla memoria molto corta, o comunque "convenientemente" corta...
Non parliamo per una volta di immigrazione, di quanto noi italiani in prima persona abbiamo conosciuto questo fenomeno come migranti prima che come paese ospitante, e non parliamo nemmeno dei relativi problemi di integrazione che per ignoranza, convenienza o semplice idiozia non riusciamo (a quanto pare) a superare. Parliamo di italiani, di persone nate in Italia, cresciute in Italia, educate in Italia, con genitori italiani e un lavoro italiano. Persone i cui gusti sessuali sono però opposti a quella "normalità" che è solo presunta, che è solo numerica: parliamo di omosessuali.

L'ho presa larga, ma vengo subito al punto: un'inchiesta di Repubblica rivela come sia molto ma molto difficile riuscire a trovare una sistemazione per chi è omosessuale, al punto di doversi barcamenare tra chi - orgogliosamente infastidito - dichiara ad alta voce il proprio disprezzo per i "froci" e chi magari, invece, lo fa in maniera più sommessa e imbarazzata, ma ugualmente funzionale.
Qualcuno arriva anche a mettere annunci con un bel No animali, no omosessuali. Ed ecco il punto: 70 anni fa andavano di moda quei bei cartelli per negozi Vietato gli ingresso ai cani e agli ebrei, che tanto mi ricordano gli annunci in discussione! Ma senza andare a scomodare casi particolari (esemplari di determinate ideologie, certamente), basti ricordare che se agli ebrei spettava la stella di David gialla sui baveri delle giacche, per gli omosessuali esistevano dei bei triangoli rosa. Già, perché anche gli omosessuali (come categoria) erano dei perseguitati nazisti...

Ma questo mio discorso non deve essere letto nel modo sbagliato, perché non è l'essere stato perseguitato o meno dal nazi-fascismo a dare dignità alle lotte per l'emancipazione e la libertà "di essere" di un certo gruppo di persone: ma il fatto stesso di essere dei puri e semplici umani, che non fanno altro che essere ciò che sono, senza arrecare danno alla libertà o all'individualità altrui.

E' verissimo: dall'ignoranza non crescerà mai nulla. Dalla stupidità e dall'idiozia cresce solo merda.

Buena vida

venerdì 2 luglio 2010

Roba da medioevo

Sarò molto franco con voi: il titolo che ho scelto è veramente poco appropriato per quel che vi sto per raccontare. Sì perché per una volta ho voluto usare un luogo comune per spiegarvi un accaduto, per l'appunto quel "roba da medioevo" che molto spesso si sente dire riferito a pratiche e usanze non proprio degne di un paese che si suppone moderno e "snello" nei suoi servizi essenziali ai sudditi...ehm...cittadini.
Ma veniamo al dunque: succede che lo scorso Marzo (sarà anche per questo che non scrivo da un po'!) mia moglie scopre di starmi per donare il primo erede. Ma non siamo qui per descrivere le sensazioni che può provare un futuro padre ai giorni nostri, siamo qui per descrivere quello che oggi, esattamente a cinque mesi dal concepimento del frutto del nostro amore, ho scoperto accade ed è accaduto a molte, moltissime madri italiane.
Succede, cioè, che il medico di mia moglie diagnostica una gravidanza a rischio, soprattutto in relazione alle condizioni in cui lei svolge il suo lavoro. Un caso normale, di fatto, niente "ER: medici in prima linea", ma un riposo cautelativo in vista dell'estate calda e della prossimo riposo per maternità obbligatorio; ovvero una astensione anticipata per maternità, così come chiamato anche dalle norme previste dal Ministero del Lavoro.
Tutto bene, fin qui: il ginecologo firma un certificato che viene prontamente ritirato e approntato per le pratiche a seguire...le pratiche con il moderno Stato Italiano...indovinate dove nasce l'intoppo? Nell'ordine una puerpera con gravidanza a rischio e con un certificato rilasciato da un medico (professionista laureato, specializzato e iscritto ad apposito ordine e albo professionale di stato) con il solo neo di essere "privato", deve:

1- recarsi all'ASL territoriale (e solo quella territoriale...) per una visita medica aggiuntiva con un medico "statale" e successiva vidimazione del certificato rilasciato da quello "privato", cosa che - si tenga presente - avviene solo per appuntamento, chiaramente;

2- recarsi all'ispettorato del lavoro per presentare i vari moduli e moduletti vari, in modo da certificare "in finis" le pratiche di astensione dal lavoro;

3- consegnare al datore di lavoro il certificato pronto.

A quanto pare le ultime due pratiche possono essere anche svolte via posta (posta, non e-mail, posta...) con delle brave raccomandate A/R. Chiaramente in questo caso i tempi si allungano e la futura mamma non potrà usufruire ancora della maternità, ma tant'è...è solo una gravidanza a rischio!

Viviamo nel XXI secolo, ci sono strumenti telematici ottimizzati anche per il più incallito dei burocrati con certificazioni e ammenicoli inutili (e costosi) vari, ma ancora tutto deve essere fatto "brevi manu" o via posta ordinaria, senza tener conto che una puerpera con gravidanza a rischio difficilmente potrà fare tutti questi giri con gli orari "massacranti" che il servizio pubblico offre (ci sono uffici aperti dalle 9 alle 11...).

Ma una mail certificata con l'attestato del mio dottore? Troppo poco?
Ecco perché "Roba da medioevo" non rende l'idea: la burocrazia medievale era straordinaria, per i mezzi dell'epoca. La nostra è comica.

Buena vida.