lunedì 27 maggio 2019

Problemi?

La strategia sembra chiarissima. Eppure ci sono caduto anch'io...perchè è estremamente facile caderci, va detto, per chi ha in mente una possibilità (seppur minima) di confronto sui canali sociali.

In fondo in fondo è banale marketing da quattro lire applicato ad una pseudo comunicazione politica: non c'è ricerca del confronto, non c'è trattazione di temi seri, non ci sono dichiarazioni programmatiche di un qualche peso. C'è solo la pretta ricerca del consenso: alla gente piace il gelato alla nitroglicerina? Diamogli il gelato alla nitroglicerina, perdiana! Anche se fa freddo, anche se potrebbe esplodere...che importa? Vogliono sentirsi dire quello, e quello dobbiamo dargli. In cambio di bei voti, si intende.

Quale che sia il messaggio, qualunque siano gli obiettivi, diamo loro ciò che vogliono. Funziona così da millenni, dopotutto.

Poi, certo, pur stando attento a non caderci, rivedendo le tue priorità ed evitando di parlarne, ti aspetti comunque che dall'altra parte ci siano persone un filo più sgamate di quanto in realtà non siano. Eppure, anche qui, sarebbe bastato vedere cosa veniva condiviso anche prima dell'avvento di questi showmen politici per capire che, no, dall'altra parte non c'è nessuna accortezza, nessuna attenzione. Solo posizioni precompliate, "Sono tutti uguali!", "Mangiano tutti una volta lì dentro", e via discorrendo...ecco perchè funziona così dannatamente bene.

Il bluff verrà prima o poi scoperto. Ma non è questo il giorno.

Lo scopriremo dolorosamente, come è sempre successo. Ma non è questo il giorno.

Ci sveglieremo, prima o poi, accorgendoci di come per fare gli interessi di qualcuno molto più in alto di noi nella scala socioeconomica, ce lo siamo fatti mettere nel culo esultando perchè su quella poltrona c'era "uno di noi". Ma non è questo il giorno.

Arriverà. E sarà tardissimo.

giovedì 9 maggio 2019

Io non parlo con tutti

L'8 Settembre scorso (data particolare, sinceramente casuale) su questo blog si parlava di supposti fantasmi, e di opportunità e necessità di una lotta che qualcuno, nonostante i tanti segnali, continua a ritenere superflua rispetto ai "ben altri" problemi del paese.
Si diceva, in buona sostanza, che non era il Fascismo nato negli anni Venti e sviluppatosi negli anni successivi a dover far paura e da dover tenere sott'occhio, perchè sarebbe stato un inutile esercizio di ricerca del cattivo, ma che, anzi, i fascismi attuali sono quelli più insidiosi, perchè nascosti nel tessuto democratico, come lerciume che cresce tra le pieghe più nascoste e si confonde col resto.

E così è stato.

Sospinti dall'onda populista e sovranista, mascherati da nuova spinta nel sistema partitico, celati dietro maschere finto-sociali (pur mantenendo gli evidenti scopi esclusivi o, peggio, anti-inclusivi), i nuovi fascisti si sono presentati su pubblica piazza facendosi votare o facendo votare le proprie istanze, o perlomeno facendosi scudo delle posizioni ideologicamente più affini di certi movimenti in auge per muoversi con maggior vigore e farsi sentire. Riuscendoci tranquillamente, va detto, anche in spazi quasi abbandonati da chi una volta, a sinistra, raccoglieva lì i suoi principali consensi.

Girarsi dall'altra parte e dare dei visionari a chi è rimasto ad occhi aperti c'è costato presidi di congreghe di fascisti dichiarati, cibo calpestato, minacce gridate e violenze di vario ordine e grado, tutti commessi a viso scoperto e petto in fuori. Arditamente, come piace tanto a loro. Salvo poi farsi scortare da cordoni in assetto antisommossa quando il tempo si mette male...

Ma ancora c'è chi parla di "fascismo dell'antifascismo" e chi, da "sincero democratico" si ispira a falsi aforismi di Voltaire dichiarando che solo col dialogo e i libri si combattono certi rigurgiti.

Direi proprio di no: non devono esserci spazi.

Restate svegli (e due...)