giovedì 31 dicembre 2015

Irrisolute soluzioni


Si diceva nell'ultimo post pubblicato della sostanziale ipocrisia di certe critiche in assenza di un impegno personale più incisivo sulle tematiche in discussione, e nello specifico si parlava del problema inquinamento nelle grandi città.
Certo diventa molto difficile supportare una simile posizione quando poi le soluzioni proposte dal recente vertice Governo-Sindaci sono totalmente prive di ogni seria strutturalità programmatica, poco attuabili e senza molto senso logico.

C'è da chiedersi, infatti, in che modo si potranno verificare seriamente i controlli sui riscaldamenti industriali e domestici quando a malapena le forze di polizia locale (poche? Inadeguate?) hanno saputo tenere sotto controllo l'applicazione delle ordinanze sulle targhe alterne...
L'altra fondamentale iniziativa da applicare nell'immediato è - sempre secondo il vertice di cui sopra - l'abbassamento dei limiti di velocità di 20 km/h. Come dire, oggi ho problemi di digestione: evito secondo e contorno e mi faccio solo 200 g di carbonara...Se, come sembra, il maggior contribuente alla produzione di smog e polveri è il traffico che attanaglia le grandi città; se lo stesso traffico, a causa di tantissimi fattori (compreso quanto descritto nel post precedente...), cammina ad una media di 15-20 km/h ingolfando di lamiere ogni strada "a scorrimento veloce"...in che modo una riduzione della velocità dovrebbe far migliorare le cose? Non è "quanto velocemente scorre il traffico", ma quante macchine in giro ci sono ad essere un problema!

I finanziamenti a disposizione continueranno ad essere destinati al rinnovo delle flotte di mezzi pubblici, ad un vago e generico "efficientamento energetico" degli edifici pubblici e privati (sono almeno 20 anni che ne sento parlare...) e alla solita, intramontabile misura della rottamazione e degli eco incentivi all'acquisto di...altre automobili!

Quando, finalmente, si comprenderà che senza una seria politica programmatica sulla mobilità sostenibile sarà da imporre, quando i mezzi pubblici saranno potenziati e resi maggiormente fruibili, capillari e logisticamente efficienti (quante linee conoscete con fermate di una bizzaria da circo degli orrori?), quando si capirà che la politica delle ZTL andrebbe usata con un occhio più orientato a queste tematiche che al problema dei parcheggi nelle serate di movida...quando, insomma, saranno prese soluzioni probabilmente più fastidiose e drastiche, ma sicuramente più efficienti, ecco, allora forse torneremo a respirare.

Buona vita e i migliori auguri per il miglior 2016 possibile.

lunedì 28 dicembre 2015

Le targhe alterne del senso civico

Il problema dell'inquinamento delle grandi città italiane è particolarmente sentito in questo Dicembre di bel tempo e clima mite, a sua volta probabilmente provocato (almeno in parte) dal problema stesso...l'assenza di piogge e dei venti tesi invernali sta contribuendo a mantenere particolarmente alta la concentrazione di inquinanti e di polveri sottili, e le amministrazioni cittadine corrono ai ripari imponendo blocchi del traffico e circolazione a targhe alterne anche in giorni lavorativi, magari applicando (come è stato fatto a Roma) l'estensione temporale del biglietto dei mezzi pubblici all'intera giornata.
Certe misure, neanche a dirlo, sono perlopiù mal digerite dalla stragrande maggioranza dei cittadini, specialmente in chiave anti-istituzionale, data la moda del momento: certo le iniziative e i piani strategici in tema, nelle grandi città, non sono certo premiabili per lungimiranza e capacità di problem solving, nè tantomeno le politiche centrali sono state più accorte e sensibili all'argomento, al netto delle singole leggi eco; ma da qui ad addossare ogni responsabilità a chi ci ha governato e/o lo fa ancora mi sembra piuttosto eccessivo e, soprattutto, molto ipocrita.
È in un certo senso la versione ecocompatibile del discorso di JFK circa il chiedersi cosa si può fare per il proprio Paese, anzichè fermarsi a domandare attenzioni dallo stesso. Non si può non pensare a come il senso civico del cittadino medio, in una città come Roma, sia ben distante da quel sentimento di attenzione all'ambiente che si riconosce anche nelle piccole cose: in una città in cui ancora c'è chi getta pacchetti, cartacce e cicche dal finestrino dell'auto in corsa; in cui il fazzoletto sporco si getta a bordo marciapiede, magari a dieci metri dal cestino; in cui la raccolta differenziata è accolta come un enorme fastidio i cui effetti non valgono lo sforzo, adducendo sentitodire di ogni tipo su come poi tutta l'immondizia finisca nella stessa discarica o, peggio ancora, nello stesso mezzo di raccolta; in una città in cui per fare la spesa a mezzo chilometro da casa si va in macchina, magari girando per tre quarti d'ora per cercare un posto libero; in cui qualunque sosta al caldo o al freddo impone il motore rigorosamente accesso per mantenere accesa l'aria condizionata o il riscaldamento; in cui il 90% delle automobili la mattina è abitato da nr. 1 persona, il conducente; in cui il pagamento di un biglietto per i mezzi è visto come una specie di gabella feudale imposta con il sangue...In una città, in sintesi, in cui il cittadino medio è più che convinto di essere in debito di prevaricanti diritti che lo pongono al centro dell'Universo e che, soprattutto, lo esentano da ogni singolo dovere civico, sentire la paternale populista su come gestire viabilità, traffico e problemi inerenti (inquinamento compreso) fa decisamente rivoltare lo stomaco.

Non ci piacciono le targhe alterne? Non sopportiamo i blocchi del traffico? Non digeriamo che ci si dica quando e come accendere il riscaldamento di casa? Benissimo, cominciamo in prima persona a far qualcosa per evitare che ce ne sia la necessità: in attesa che effettivamente arrivino a regime il potenziamento reale dei mezzi pubblici, la diffusione capillare del car sharing e dei parcheggi di scambio, cominciamo ad usarli e ad intervenire ove possibile come veri utenti responsabili. Non attendiamo che arrivi dall'alto la Soluzione, diventiamo noi stessi parte di essa, e allora sì che ne avremo ben donde di lamentarci del sostanziale immobilismo delle istituzioni.

Ma sono parole al vento, che non raggiungeranno mai un pubblico assordato dalla propria personale comodità e accecato dall'intermittenza di un senso civico che accende i motori solo quando la colpa è del Palazzo.

Viaggiate responsabilmente. Buona vita.

domenica 27 dicembre 2015

L'Armata dei Sonnambuli (Wu Ming, 2014)

«Te lo si conta noi com'è che andò»

Mi sono avvicinato al Wu Ming con una casualità abbastanza spaventosa, e modalità ancor più terribili: probabilmente ho un'opinione troppo elevata del mio rapporto con la lettura e l'arte dello scritto in generale da considerare la scoperta di un opera via classifica delle vendite pubblicata su un quotidiano come normale. Tant'è, trovo questo titolo in questa classifica, e, probabilmente affascinato dallo strano nome dell'autore comincio ad informarmi...e rimango ancor più incuriosito da tutto il progetto. La faccio corta sui cinque autori del collettivo e invito chiunque legga queste righe a ripercorrere quanto da me fatto, informandosi sul loro blog e sulla Rete in generale.

Veniamo al romanzo. Si tratta del secondo di un ciclo di tre romanzi in fieri denominato Trittico Atlantico, che dovrebbe svolgersi negli ultimi, storicamente significativissimi, anni del XVIII secolo tra le due sponde dell'Atlantico. Significativi e importanti sono, in particolare, gli eventi storici centrali attorno a cui si svolgono e si avvolgono i fatti narrati nel romanzo, che in un modo o nell'altro hanno marcato il passo della Storia e segnato punti di frattura fondamentali per comprendere il proseguio della stessa. Così, dopo il Manituana della Rivoluzione Americana, il collettivo sposta l'attenzione sull'altra fondamentale Rivoluzione, quella Francese.
Fin dall'inizio stupisce e affascina la capace variazione del registro linguistico mentre scorrono le storie di uno o dell'altro protagonista, passando dalla narrazione più ricercata a quella simil dialettale del popolo, contribuendo notevolmente ad aumentare la facilità di immersione in quegli scenari così particolari, prescindendo dal nozionismo storiografico scolastico. In questo senso, ciò che traspare piacevolmente, è la ricerca di fatti e personaggi che appare particolarmente accurata, anche quando tratta di elementi (più o meno) apparentemente secondari nelle vicende.
La trama si sviluppa in modo continuo, senza pause o strappi, ma mantenendo sempre viva l'attenzione del lettore: come non mi succedeva da molti romanzi, mi sono ritrovato immerso nei suoni, nei colori e negli odori della Francia rivoluzionaria e controrivoluzionaria, privato di quella (per me) pessima sensazione di inizio diesel di un libro con esplosioni finali, molto modern american novel.
Per quanto la storia generale si possa leggere in modo asettico come un "semplice" romanzo storico, è impossibile non notare assonanze e metafore con il mondo, la società e la politica di oggi: il Terrore come prodotto inevitabile di una Rivoluzione "guidata", come degenerazione del "potere al popolo", in cui rileggere gli impulsi e le contraddizioni populistiche e, peggio, gentistiche dei giorni nostri; il pericolo del mesmerismo che ci sembra permeare ancora oggi le ideologie e le partigianerie, che ancora oggi rende l'elettorato alla stregua di burattini, che trasforma i destini di una società più o meno moderna ad un complesso mentale unico (e nelle "catene mesmeriche" ho letto anche l'informazione disinformata della rete, che nel suo complesso aggiunge molto ma solo se i singoli anelli vogliono); l'antigattopardismo della Reazione, che non è solo "cambiare perchè tutto torni come prima", ma è di più, è controrivoluzione e quindi rivoluzione essa stessa.
Ma ciò che mi sembra giusto valutare come centrale è la metafora del Teatro, che traspare già dalla suddivisione in Atti e Scene (al posto dei capitoli) dell'intero libro: in un certo senso il Teatro è il vero protagonista di tutta la storia, tutto quanto accade è Teatro, ogni evento, ogni battaglia è una scena del grande teatro della vita, la ghigliottina stessa è un altro dei tanti palcoscenici sparsi per una Parigi più teatrale che mai. E proprio l'Armata dei Sonnambuli, che avrebbe dovuto dare il via alla fase principale della nuova Rivoluzione, della Rivoluzione della Reazione, è un colpo di teatro che spiazza, ma non risolve.

Nel complesso parliamo di un libro splendido, probabilmente non "accessibile" a chiunque, ma in ogni caso godibilissimo. Un libro che ho amato tantissimo e che mi ha spinto ad approfondire la conoscenza di questo brillantissimo collettivo.

Guida alle recensioni

Con questo post vogliamo inaugurare le etichette Biblioteca, Musica, Arte&Spettacolo, Ludoteca e Hobby&Sport, dando una linea guida generale su come interpretare e comprendere le recensioni che qui saranno pubblicate.

Tanto per essere diretti, non vi aspettate recensioni professionali o riassunti di trame: non siamo nè critici nè parenti di Bignami. Ci sono blog, siti, portali dedicati (con più o meno capacità e con più o meno successo) a queste cose. Qui si vuole fare recensionismo popolare.
Niente di politico (perchè so già che qualcuno leggerà quel "popolare" e vedrà immagini di falci, martelli e bambini smozzicati...), solo "pubblico". Perchè un giocatore, uno spettatore, un ascoltatore, un lettore, un Signor Nessuno qualunque del pubblico pagante non dovrebbe ascoltare anche il parere di qualcuno facente parte della sua stessa schiera? Questa è la domanda centrale che ci siamo posti, senza nulla togliere all'importantissima - per noi - categoria dei critici.
Avrete quindi un'opinione generale su ogni opera che avremo modo di apprezzare, senza improprie deviazioni sugli aspetti più tecnici ma solo ed esclusivamente sulla nostra reazione come pubblico. Ovviamente si tratta di impressioni e opinioni del tutto soggettive, che ancor più ovviamente risentiranno della formazione e delle esperienze di ognuno, ma comunque tutte con la medesima caratteristica popolare - contrapposto al professionale.

Col tempo, una volta assestatici, apriremo anche alle recensioni pubbliche. Per adesso ci accontentiamo di discuterne nei commenti.

Buona lettura.

sabato 26 dicembre 2015

Cambiamenti e propositi

Fine anno, tempo di bilanci, tempo di cambiamenti. Lo so, è una cosa trita e ritrita, piuttosto banale e mainstream, ma così è: cambiamo qualcosa e cerchiamo di elevare questo piccolo spazio personale a qualcosa di più importante.
Non immagino nè tantomeno pretendo di balzare agli onori delle cronache come uno dei tanti famosi blogger che diventano volti noti e televisivi, anche perchè non è nemmeno lontanamente un mio obiettivo, e non mi sempra certo di condividere ricette, consigli di makeup o dritte su come far crescere meglio le proprie piante...no, ciò che cerco è condivisione e confronto, la creazione di una cerchia di follower che siano proficui commentatori (e critici), di un ambiente di discussione sano e sereno, da cui elevarci e capire meglio, e magari dare un contributo nel porre le basi ad una società più coerente alle origini etimologiche del termine.

Il come farlo è (come sempre) un'idea tutta mia: anzitutto abbattiamo l'ultima barriera che ci divide dall'identità reale, già abbastanza evidente via Google+ e Facebook. Ciò che troverete, quindi, sarà il mio nome e il mio cognome in calce ad ogni post, senza problemi di sorta. Non è un addio al vecchio Tixio®, ma un ben scoperto Tiziano.
A breve apriremo ad altri autori e ad altri argomenti, spaziando dalle recensioni popolari di musica, film, libri e videogiochi, ai rumors sulle medesime tematiche; apriremo maggiormente ai social network, per ora occupandoci solo di postare e condividere sui tre principali spazi (sì...finalmente ho un account Twitter...), poi si vedrà.
Cercherò di essere più puntuale nella scrittura dei post...anzi, l'obiettivo sarebbe quello di dare una periodicizzazione ben definita ai post: per ora, uno al giorno mi sembra francamente troppo, anche se è l'obiettivo finale. Intanto vediamo di arrivare ad un post a settimana, tipicamente il martedì.
Infine, vedremo di aprire alle intercollaborazioni e alle partecipazioni in altri blog ed altri spazi.

Da un certo punto di vista cambierà poco, dunque, a parte qualche ritocco grafico: avrete solo più ciccia da gustare (spero), e spero anche che la gusterete in tanti...

Intanto buone feste e, naturalmente...buona vita!