lunedì 27 agosto 2018

La paura

Ben pochi ancora credono (qualcuno forse ci spera...) che l'atteggiamento provocatorio ed estremo assunto dall'attuale governo, soprattutto nella persona del Ministro dell'Interno, sia una precisa linea politica, quando ogni singola evidenza giorno dopo giorno suggeriscano una ben più cristallina strategia elettorale. Certamente politica anche quella, nessuno lo nega, ma è un problema molto diverso da affrontare, quanto meno nei metodi.
Come avevamo scritto in un post sulla nostra pagina Facebook, tutto sembra suggerire il chiaro intento di catalizzare sempre più consenso, arrivando financo alla rottura con gli attuali alleati, una sorta di all in avendo già carte più che giocabili in mano, con l'intento di raccattare voti qua e là e compattare un fronte sovranista che possa aumentare il peso specifico della fronda attuale (che, ricordiamolo, rappresenta il 17% degli elettori)

Nell'ordine:
  1. Campagna pre-elettorale (così la distinguiamo da quella ancora in corso...) fondata su slogan vuoti da un punto di vista effettivo, ma con tantissima presa sull'elettorato medio (Prima gli italiani!), arrivati insieme alle ondate di indottrinamento e false notizie su supposte "invasioni" migratorie della Nazione...Non importa che statistiche emesse da organi ufficiali (Viminale in testa) dimostrino tutt'altro: l'azione martellante, specie sui Social, ha convinto una gran parte di quell'elettorato che c'è un problema, che sta diventando gravissimo e che bisogna agire in tal senso, anche con azioni di forza al di fuori delle leggi e dei regolamenti internazionali;
  2. Pur con un bacino di preferenze esiguo, nel frammentato scenario post-elettorale, ci si presenta come disponibili ad un accordo di massima per dare al Paese un governo: anche qui, poco importano le cornate precedentemente date e prese con il nuovo alleato, poco importa la sostanziale incompatibilità di molte delle posizioni dell'una e dell'altra parte, per quell'elettorato ciò che conta è l'interesse degli italiani...
  3. Si apre fin da subito una mezza crisi istituzionale pretendendo senza alcun motivo pratico la nomina di un ministro controverso: altra carta per dimostrare che c'è tutto un sistema per ostacolare il lavoro dei giusti, per impedire che si pensi ai reali bisogni del Paese, o meglio a quelli che sono stati buttati in pasto all'elettorato medio come inderogabili...
  4. Azione di governo completamente vuota nei primi due mesi di lavoro, in modo più che stridente con le dichiarazioni d'intento iniziali. Ma non importa: basta un mezzo vertice fallimentare a livello europeo, dove si prendono un sacco di bastonate portando a casa il nulla cosmico ma facendo credere di aver vinto, puntando i piedi...
  5. Azioni di forza più o meno plateali, il più vicino possibile al punto di rottura: porti chiusi alle ONG, ma solo quel che basta a far sentire i primi slogan...fino alla Diciotti di qualche giorno fa: un mezzo dello Stato, chiamato ad intervenire e successivamente bloccato al porto con 170 anime a bordo. Mobilitazioni, scontri istituzionali, urla e strepiti sui social...resa finale, fatta passare come vittoria e indagine della magistratura (dovuta) fatta passare per attacco alla volontà del popolo...Forzatura sudola in chiave win-win: se l'Europa si fosse mossa ad accogliere quei migranti "abbiamo avuto ragione a calcare la mano: adesso l'Europa ci ascolta"; se non l'avesse fatto (come è avvenuto) "come vi avevamo detto, all'Europa non interessa nulla!"...
Ciò che più stupisce è il punto che la principale forza di opposizione non ha saputo mettere a segno, anche a partire dalla sua base, che comincia a chiedersi se davvero l'azione della magistratura sia stata tempestiva per gli scopi politici: praticamente il rovescio della medaglia di chi, dalla parte opposta, pensa che una forza politica al governo, in quanto votata, sia legittimata a fare tutto.
Continueremo a vedere questo tira e molla elettorale fino alla rottura, che porterà inevitabilmente al plebiscito di quella forza politica oggi così attiva, se non si porrà rimedio per via politica.
Chi, oggi, è in grado di farlo?

giovedì 2 agosto 2018

Intolleranza selettiva e ipocrisia attiva

Una delle tradizioni più bieche dell'ormai incancrenito becerume medio italico è la proiezione speculare delle proprie "colpe" sull'altro, specie se straniero, ancor più se povero, soprattutto se appartenente ad etnie tipicamente problematiche (ai suoi occhi e a quelli della sua maggioranza rumorosa) in termini di inserimento sociale: una riflessione che nasce dall'osservazione della realtà, e che non vuole quindi avere nessun tipo di fondamento statistico, per quanto evidente possa sembrare (ammissione di onestà intellettuale sufficiente, immagino, a non esser mai destinata alla reciprocità da parte di chi asserisce che "la maggior parte dei rumeni beve e ruba"...ma tant'è).
Giusto ieri sera, alla cassa di un supermercato, un'esuberante signora di mezza età discuteva con volumi sopranili di quanto utile sia l'iniziativa di mettere controllori fissi a bordo degli autobus per far pagare a tutti il biglietto. Beh, non proprio a tutti...ai negri, ovviamente. E agli zingari, che poi fanno finta di non capire la lingua quando li beccano, signora mia!


Ora, io non amo particolarmente discutere in pubblico - soprattutto per evitarmi inutili partite a scacchi con colombacei di varia foggia, come ci insegna la saggezza popolare più recente...- ma l'attacco a priori ad una specifica categoria, ignorando il malcostume di innumerevoli romani e turisti italicissimi di non pagare il biglietto, proprio non riesco a farmelo passare sopra la testa come l'ennesima vaccata a voce alta di un degno rappresentante de' Laggente®...ho quindi retoricamente rivolto alla signora, e alla sua annuente udienza, la domanda delle domande: sarà che queste iniziative vengono messe più per i quasi 3 milioni di residenti italiani che per i 300 mila stranieri?
La signora si volta verso di me con uno scatto del collo degno del più crudele velociraptor. Mi scruta dubbiosa. Poi risponde, sicura: Ah beh, se è per quello manco io lo pago er bijetto...ce mancherebbe pure! Li pago 'n'euro e mezzo pe' salì su quell'auti che cascheno a pezzi? 'Nsia mai...(traduco: "Se è per quello nemmeno io mi sento in dovere di pagare un titolo di viaggio secondo la tariffazione corrente, ci mancherebbe altro! Dovrei pagare la bellezza di un euro e cinquanta centesimi per viaggiare su mezzi dalla dubbia tenuta? Iddio ce ne scampi e liberi...").


Ecco il punto: io non pago, accampando scuse di vario tipo per giustificarmi e pulirmi la coscienza sociale, ma non faccio certo parte del problema; il problema è sicuramente il nigeriano, che puzza, ha una faccia poco raccomandabile, spaccia, stupra e non paga il biglietto dell'autobus...
E questo ragionamento vale praticamente per tutto ciò che richiede l'applicazione di un'educazione civica o più semplicemente del rispetto delle regole in vigore: i bangladini dei banchi guidano furgoni mezzi scassati che nessuno controlla, e magari inquinano tantissimo...poi però pago l'amico dell'amico per farmi fare la revisione "a distanza", così non mi rompo le palle a fare i dovuti controlli; i politici rubano e raccomandano gli amici per farli sistemare...poi cerco la via più breve per farmi annullare quella multa che ho preso sulla statale, che poi lì non ci passa mai nessuno, che pericolo sarebbe andare a 70 km/h sopra il limite...; i vucumprà non pagano le tasse sulla merce che vendono...ma fammi sentire il mio commercialista se riesco a trovare quell'escamotage per inculare il fisco pure quest'anno!


E così via dicendo, di amenità in amenità, di intolleranza selettiva in intolleranza selettiva, con quel bel misto di benaltrismo e acrobazia civica che tanto ci piace praticare.


Un signore passato alle cronache, qualche altro fa, e che molti supporter ha ancora in giro per il mondo, chiedeva ai suoi di non stare troppo a pensare alle macchioline sui vestiti altrui se si va in giro con la camicia completamente impataccata...poi il suo fan club è svaccato abbastanza da celebrare il suo messaggio d'amore e misericordia prima di prendere a sputi la zingarella che chiede l'elemosina fuori dai loro luoghi di ritrovo...


Sarà una mia fissa, ma continuo a pensare che della brava gente, gli italiani abbiano ormai ben poco...