martedì 29 aprile 2008

Come si arriva alla luna

Dritto dritto da Tixioland LiveSpaces
Vedersi passare davanti le occasioni non è mai piacevole, specie se il tuo passo non è abbastanza allenato da raggiungerle. Non in tempo utile, perlomeno...ecco allora che dopo i primi, dolorosi ritardi, cominci a chiederti se non sia il caso accettare qualunque passaggio, anche la più misera zattera che riesca, in qualche modo, a farti tenere botta. E' allora che ti ritrovi a correre più di prima, solo stavolta con la netta impressione di allontanarti, anziché avvicinarti. Ingoi tutto, macini le tue miglia come un automa, sperando di riuscire ad arrivare all'agognata meta...poi, magari, ti ritrovi anni dopo a pensare "che diavolo ho corso a fare?".

Non è una visione nera del futuro, è la constatazione di una realtà troppo spesso avara di emozioni (almeno all'apparenza) con tanti ex ambiziosi. Gente che magari ha cercato di investire qualcosa sul proprio futuro, e che si è ritrovato a pagarne solo gli interessi. Francamente trovo che sia proprio l'approccio iniziale, ad essere sbagliato, il puntare alle stelle fin da subito, per poi cadere come un sasso...mi verrebbe da dire "è la fisica, bellezza!", ma eviterò...solo che mirando troppo in alto si rischia di perdersi tutto quanto sta sotto, ivi comprese le cose belle. Poi ci si guarda indietro e...tadaan! Ecco che non ti piace dove sei arrivato, ecco che non ti piace ciò che sei diventato, ecco che ripensi a tutto con un rimpianto enorme, che fa male.
Io non voglio fare questa fine, e ho deciso (forse lo avrei fatto anche senza deciderlo, ma tant'è...) di vivere come viene. Non l'odioso - per la sua essenziale inapplicabilità - carpe diem, quanto un vivere a seconda di ciò che si presenta disponibile, fare bagaglio, accumulare quanto basta per puntare gradualmente a traguardi più alti. Perché non voglio guardarmi indietro pensando col magone a ciò che ho lasciato indietro, a ciò che ho sacrificato di quel che sono. Io sono così, punto.
E allora, benvenuto futuro! Perlomeno in questo modo ho l'impressione di costruirmelo da solo, e non di essermi buttato sperando di fare centro.

Stop.
Nota:
la foto è tratta - senza richiesta...per cui chiedo venia in caso di problemi... - da Zulin's Blog

lunedì 28 aprile 2008

Informazione e sensazione

Non spetta di certo a me un giudizio politico su quanto accaduto in queste ultime tre settimane. Non mi appartiene, non ne sarei capace, ed andrei completamente fuori del tema prescelto per questo post. Ma non posso non partire da quanto accaduto ultimamente per trarre alcune conclusioni "osservative".
Devo essere onesto, non è la prima volta che mi capita di lamentarmi di un certo giornalismo, e di fatto cerco di tenermene lontano il più possibile, onde evitare mal di pancia e sbolliture varie. Qualcuno dice che è colpa della "comunicazione asservita", qualcun altro che è "manifesta incapacità" di parlare dei fatti senza andare oltre, altri ancora che è pura e semplice "voglia di vendere". Io non ho una risposta, non so di cosa si tratti, ma odio con tutto il cuore il sensazionalismo assurdo che trasuda da giornali e telegiornali. Sensazionalismo che straripa in modo veramente incredibile soprattutto quando si tratta di temi caldi, a cui il pubblico sembra interessarsi maggiormente.
E' successo con ogni tema, dai cani diventati improvvisamente feroci belve assassine, agli incidenti sulla strada, dalla sicurezza sul lavoro agli incidenti aerei, dalle cicliche "epidemie" ai rifiuti, fino alla sicurezza delle città. Ogni giorno sembra di assistere ad un bollettino di guerra, ovviamente a seconda del tema che si presenta nel periodo. Intendiamoci, non ho alcuna voglia di sminuire alcunchè, perchè il più delle volte si parla di problemi comunque reali e da affrontare (vedi la sicurezza sul lavoro, per dirne una...), ma si ha sempre una duplice intenzione: o prima nessuno se ne interessava oppure qualcuno ci specula un po' di più adesso. Perchè è francamente poco verosimile che una "emergenza" (come piace chiamarle) si sviluppi così, all'improvviso, senza sintomi, senza incubazione...e soprattutto che, di giorno in giorno, la grana scoppi così, a catena.
In fondo basterebbe poco, per il pubblico. Basterebbe usare il cervello, farsi una risatina e proseguire cercando di centrare il nocciolo della questione schivando tutto il resto e diffidando dei toni enfatici su questo o quel tema. Eppure il pubblico, ultimamente, non è più così, non è più "pubblica opinione", perchè l'opinione è quella che hanno già confezionato, masticato e digerito altri. Punto. E questo si manifesta, inevitabilmente, sulle scelte elettorali: non stupisce, onestamente, che "per cambiare" ci si sia rivolti alla parte conservatrice, soprattutto quando questa fa del populismo una leva piuttosto potente. E quel populismo, delle emergenze si ciba.
Ecco così che a Roma vince il candidato che più sembra aver a cuore il tema della sicurezza, improvvisamente scoperto dai romani che additano l'amministrazione precedente di eccessivo lassismo. Poco importa che i dati reali non sono quelli che vengono sottolineati, poco importa che il 70% delle violenze sia domestico, poco importa che Roma non è affatto il Bronx e poco importa se, al limite, non sia solo Roma ad essere interessata dalla criminalità...poco importa se quando la criminalità interessa Milano è colpa del governo centrale e quando è a Roma è colpa del sindaco...
Questa non vuole essere nè una difesa politica del centrosinistra (che ha mille colpe, amministrative e politiche, nonchè di scelte elettorali...), nè una accusa al giornalismo sensazionalista. Perchè è inutile arrovellarcisi sopra se poi la gente "compra" quelle notizie e se le beve con gusto...

Ormai usa così, reality style. Tenetevi la sensazione, e continuate a fidarvi di chi vi vuole impaurito e in cerca di misure forti. Bisogna che tutto cambi perchè tutto rimanga com'è...

Un saluto.