mercoledì 25 giugno 2008

Democrazia a rischio

L'onorevole premier quest'oggi, dal palco di Confesercenti, dichiara: "La democrazia è a rischio!"
Un messaggio pesante, grave, decisamente importante...A cosa si riferisce il saggio presidente del consiglio? All'uso dell'esercito per il cosiddetto allarme sicurezza, qualunque cosa sia? Alla proposta di abolire i processi per ordine esecutivo/legislativo? A quella di rendere automaticamente immuni alla legge le prime cariche dello stato? Al generalizzato imbavagliamento dell'informazione nel nome di Santa Madre Privacy, per cui ad una regolamentazione sensata si aggiungono clausole assurde alla libertà di stampa e/o alla possibilità di sfruttare le intercettazioni (strumento importantissimo) come legittimo strumento di indagine? Alla volontà, dichiarata dallo stesso palco, di usare l'esercito contro chi protesta ("Non si può consentire a nessuna minoranza di occupare ferrovie e autostrade: lo Stato difenderà la legalità usando la forza con l'esercito")?

Ovviamente no. Il Cavaliere si riferiva ai giudici, eterni nemici di un supereroe solo contro tutti i brutti e cattivi che vivono in Italia. Poco importa se i giudici politicizzati che lo condannano a prepararsi settimanalmente ad un'udienza processuale, definiti "metastasi della democrazia", sono stati quantificati dall'esimio onorevole in 789 tra PM e magistrati. Settecentottantanove comunisti o anti-berlusconiani accaniti. Settecento-ottanta-nove, in dodici anni.
E ancora "587 visite dalla Guardia di Finanza...una spesa di più di 174 milioni di euro". Ci sarà un motivo? Certo, son politicizzati.

Ma basta, per favore...BASTA!

giovedì 5 giugno 2008

Va tutto bene...?

Ore 9.30 circa, via di Porta San Sebastiano a Roma, la zona che raccorda la via Cristoforo Colombo con l'Appia Antica. Tutti accodati per il traffico generato dal vertice FAO (di cui molto ci sarebbe da discutere, ma non per la viabilità di Roma...), veniamo improvvisamente risvegliati da urla e parolacce: un uomo, un quaranta-cinquantenne o giù di lì, un povero sfigato che continua a volersi sentire giovane vestendo da pischelletto, scende dalla macchina con un bastone in mano e comincia a dare colpi ben assestati contro un lavavetri; ringraziando il cielo si limita a colpire il suo attrezzo da lavoro, ma è la violenza, la veemenza con cui si scaglia sull'uomo a stupire. Il motivo è presto detto, visto che è lo sfigatello ad urlarlo ai quattro venti, come a giustificarsi: il lavavetri sembra avergli sputato contro la macchina, evidentemente (supposizione deduttiva, ovviamente) dopo che lo sfigato ha rifiutato di vedersi lavare il vetro.

Detto fra parentesi che ho più volte rifiutato di farmi lavare il vetro (come suppongo avvenga il 90% delle volte al 90% delle persone interessate), e l'ho fatto anche in maniera decisa di fronte all'insistenza fastidiosa di alcuni. La qual cosa non può quindi non farmi pensare al modo in cui il tristo sfigato in questione ha negato il suo assenso al lavaggio per scatenare la reazione descritta dallo stesso...Detto pure che i signori lavavetri diventano, spesso, causa di accessi di rabbia, o perlomeno aggravanti ad una già precaria situazione di nervi, viste tutte le condizioni a cui sono esposti la maggioranza degli automobilisti a quell'ora...Detto, infine, che lo sputo, o qualunque altra reazione "violenta" è comportamento assolutamente odioso, disprezzabile e ingiustificabile, e che la condizione di immigrato/poveraccio/diseredato sociale non deve diventare scudo, ovvero, se mi prendi a calci la macchina per averti detto "no" - anche se in maniera maleducata violenta e/o rabbiosa - ho giustamente il diritto di difendermi...
...restano alcune osservazioni che mi sono rimaste dentro:
  1. Lo sfigato in questione si è accanito sul poveraccio sputatore con una rabbia che celava evidentemente altri rancori, alieni alla situazione di per sé: da buon sfigato è abbastanza logico supporre una frustrazione intrinseca, esplosa contro il primo anello debole incontrato. Abbastanza triste come scena, devo dire...per lui, di fatto, che ha confermato di essere tra i due il vero poveraccio (di spirito, nello specifico).
  2. I pochi che hanno tentato una reazione alla scena, sono stati malamente apostrofati dallo sfigatello, che ha cominciato a sbraitare persino contro una mite signora che aveva fatto cenno ad un altro automobilista di chiamare le autorità: l'ha accusata di (qualunque senso abbia una simile osservazione...), di farsi i cazzi degli altri, e infine di avere sicuramente il posto fisso e la casa ereditata dai genitori...cosa diavolo volesse dire con queste ultime affermazioni proprio non lo so. Ma tant'è: di uno sfigato parliamo, non di un genio del male...
  3. Come per ottenere giustificazione sociale e morale al suo gesto esagerato, ha cominciato a sbraitare contro tutto e tutti, accusandoci di difendere chi mette i ragazzini ad elemosinare per strada...una confusione mentale degna dello sfigato che è, per carità...se non fosse per il fatto che il lavavetri in questione è un barbone che "lavora" lì da tempo, e che di ragazzini non s'è mai circondato. O forse lo sfigato sa qualcosa che noi non sappiamo? Magari ha fatto un suo personale censimento e conosce lo stato di famiglia del barbone, chissà...
  4. C'è un'arietta molto pesante che gira per il paese, molto ma molto soffocante...una bella aria di festa, come la cantavano i Litfiba che furono. Sicuri che va tutto bene? Che non ci sia bisogno di rilassarci un po'? O perlomeno di trovare una soluzione, perché se i nervi saltano pure agli italiani e, soprattutto, ai romani, non ripongo molte speranze nel futuro...
La mia reazione, infine...non sono proprio minuto, sono abbastanza preparato a ricevere colpi, tra l'altro, per esperienza sportiva, non sono proprio un tipo arrendevole o che si lascia intimorire. Eppure...eppure sono rimasto in macchina, raggelato più che altro dall'assurda veemenza e insistenza dello sfigato. Non ho mosso un muscolo...come molti altri, anzi come tutti, tranne uno che ha fatto timidamente il gesto di scendere dalla macchina ma che ne è rientrato vedendo il tortore. Se si vuole, vedetela in un'ottica diversa: evitare che degenerasse un alterco per un motivo così banale, che lo sfigato passasse dalla relativa ragione al torto marcio, piuttosto che difendere un poveraccio.
Perché? Ci siamo così abituati a rinchiuderci al sicuro delle nostre case, ad eliminare ogni fonte di disturbo e pericolo, anche solo mentalmente, che non ce la sentiamo proprio di metterci in mezzo? Siamo arrivati a questo livello? Siamo davvero così impauriti dall'altro da non riuscire più ad interagire per una cosa simile...ormai ci hanno convinto che nessuno di noi può dirsi al sicuro, e noi abbiamo abboccato (vedi anche qualche articolo indietro, sull'esito delle elezioni, ad esempio...).

Ma scoprire che la cosa ha funzionato anche su di me mi ha fatto molta tristezza, e disgusto. Mi vergogno, ecco...avevo bisogno di dirlo a tutti, forse per esorcizzare. Una specie di confessione.

Grazie per l'ascolto, torno a vergognarmi.
Rinchiuso tra me e me...